eternal daughter

Un albergo vittoriano immerso nella campagna inglese, con la nebbia e il vento che smuove i rami degli alberi e rompe il silenzio della notte, questa è l'ambientazione horror dell'ultimo film di Joanna Hogg con protagonista l'amica d'infanzia Tilda Swinton. Una signora di mezza età trascorre qualche giorno con sua madre alloggiando nell'albergo che precedentemente era la casa di villeggiatura della famiglia dell'anziana signora in cui quest'ultima ha trascorso lunghi periodi della propria infanzia e giovinezza. Con l'occasione di festeggiare il compleanno della madre e indagarne il passato, la figlia cerca materiale per il nuovo soggetto cinematografico che sta scrivendo.

Joanna Hogg torna alla regia con un horror dalla confezione davvero affascinante, con una fotografia, una scenografia, un montaggio e delle atmosfere che catturano immediatamente lo spettatore. Tilda Swinton è perfetta nei panni di entrambe le donne, la figlia è una autrice che vorrebbe approfittare della vacanza per iniziare a scrivere un film sul suo rapporto con la madre, mentre l'anziana si gode, inizialmente, il tuffo nel passato e le attenzioni della figlia.

Lo spettatore si trova quindi a indagare questo rapporto immerso in un contorno oscuro, le donne sono le uniche ospiti dell'albergo anche se sembra che altre presenze popolino la struttura, ma le vicissitudini delle loro vite non bastano a distrarlo da un segreto che appare ben presto troppo evidente ed elimina così tensione e sorpresa da un finale che risulta scontato, con qualche semina lungo la storia che non viene sfruttata e lascia quindi l'amaro in bocca vista la bontà delle premesse.

 

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