On the Fringe, presentato a Venezia 79 il film prodotto da Penélope Cruz:  le prime foto

Tutti parlano del Concorso della Mostra di Venezia, ma non vanno sottovalutate le cosiddette sezioni collaterali, soprattutto se - in questo caso parliamo di Orizzonti - offrono film come questo On The Fringe, alias En los márgenes, film spagnolo diretto da Juan Diego Dotto con un'intensa Penelope Cruz, anche in veste di produttrice. La pellicola segue 24 ore nelle vite di alcuni personaggi, oppressi e soffocati dalla devastante crisi economica che costringe parte della popolazione a vivere, per l'appunto, "ai margini".

C'è Azucena (la Cruz), una delle 100 persone che ogni giorno in Spagna (come ci avvisa un cartello a fine film) devono affrontare il dramma dello sfratto. Tra gli attivisti che l'aiutano troviamo l'avvocato idealista Rafa (Luis Tosar, strepitoso), che sacrifica la sua vita privata per aiutare gli altri e vaga per ore alla ricerca di una madre cui potrebbero togliere l'affidamento della figlia. E poi c'è l'anziana Teodora, che tenta inutilmente di contattare il figlio German, il quale la evita perché in preda ai sensi di colpa. 

Primo film dell'attore Dotto, che si ritaglia anche un ruolo, è un esordio potentissimo, un'opera di profondo respiro civile sul classismo e l'ingiustizia sociale che procede in unità temporale, senza giudizi né retorica ma con un ritmo serrato. Privo di fronzoli, con l'unico difetto di qualche inevitabile ralenti di troppo nella parte finale, questo piccolo grande film è un perfetto esempio di cinema impegnato che s'indigna e fa indignare, senza mai cadere nello pietismo fine a se stesso e con un'ottima caratterizzazione dei personaggi (interessante è anche il percorso dell'adolescente figliastro di Rafa, un vero e proprio racconto di formazione inserito in modo eccellente nell'intreccio delle storie).

Straordinaria la Cruz, grande protagonista a Venezia 79 dal momento che è anche ne L'immensità di Crialese: tra le due interpretazioni, preferiamo nettamente quella del film di Dotto, che ricorda a tutti come la diva iberica sia tra le poche superstar a essere davvero credibili come donna del proletariato.

Voto: 3/4

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