limmensita

Spaccato di vita famigliare nella Roma borghese degli anni '70 e coming of age adolescenziale di un ragazzo trans, tutto questo viene messo in scena da Emanuele Crialese nel suo ultimo film, dove il regista ci racconta la sua storia.

Adriana è un ragazzino che lotta tutti i giorni per farsi guardare con gli stessi occhi con cui vede se stesso, quelli che vedono Andrea, così si presenta. Per farlo deve superare le resistenze di una famiglia in disfacimento, con un padre padrone che obbliga la moglie a casa ad accudire i figli mentre passa le giornate fuori per lavoro e con altre donne, salvo tornare ogni sera per cena e imporre ai tre figli una rigida disciplina. Tutto questo mentre Clara (Penelope Cruz), la madre dei ragazzi cerca di crescerli amorevolmente reprimendo la sofferenza che le provoca la vita coniugale.

La storia rimpalla tra i personaggi di Andrea e della mamma cercando di fornire un quadro dei loro drammi personali calati all'interno dell'epoca in cui si ambientano le loro vicende che, sebbene si compenetrino inevitabilmente, a livello narrativo arrivano ben presto a pestarsi i piedi, facendo perdere la bussola allo spettatore. Andrea ha a che fare contemporaneamente con la scoperta dell'amore, riservato a Sara, una ragazza che vive nelle baracche oltre il canneto di fronte alla bella palazzina borghese del protagonista, e con il tentativo di guadagnarsi l'attenzione di sua mamma, che nello specifico del loro rapporto sembra più impegnata a farsi amare dai figli che a riconoscerli e guidarli. Tutte le implicazioni di un rapporto così complesso però faticano a trovare strada e rimangono solo in superficie senza mai addentrarsi veramente nella psicologia dei personaggi e senza fornire ai temi sollevati il riguardo che meritano. Questo si nota con dispiacere, perché si percepisce quanto sia sentita la storia raccontata dall’autore. Il film si trova quindi ad aggrapparsi al ritmo delle hit del tempo, strizzando l’occhio al musical, nel cercare di fornire un’idea di ribellione alle convenzioni del tempo, senza riuscire a fare breccia nelle emozioni delle spettatore.

Voto: 1,5/4

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più vai alla sezione Privacy e sicurezza.