Venezia 79, recensione del film I figli degli altri - Les Enfants des  autres - Mauxa.com

Davvero una donna senza figli è da considerarsi "incompleta"? Su questo pregiudizio ancora radicato nella mentalità della nostra società si costruisce il film di Rebecca Zlotowski in concorso alla Mostra di Venezia 2022. I figli degli altri vive interamente dal punto di vista di Rachel (Virginie Efira), un'insegnante quarantenne che avvia una relazione importante con un uomo divorziato (Roschdy Zem) e già padre di una bambina. Donna indipendente e soddisfatta, Rachel inizia a interrogarsi sul suo bisogno di maternità e si affeziona alla piccola, ma la presenza dell'ex di lui (Chiara Mastroianni) porterà a una svolta inattesa e a una cocente delusione.

Ritratto femminile intenso e sorretto dalla bella interpretazione di un'ottima Efira, il film della Zlotowski affronta un argomento interessante e tutt'altro che scontato, ma alle intenzioni non corrisponde purtroppo un risultato altrettanto soddisfacente sul piano filmico e contenutistico. I figli degli altri si cala nelle emozioni di una donna con lo scopo di mostrare una prospettiva inedita sul tema della maternità, ma finisce con l'incartarsi e rivelarsi un prodotto banale, una sequela di cliché da dramedy romantico, ai limiti del melenso.

Dalle molteplici scene erotiche tra i due protagonisti alla parabola sentimentale e famigliare di Rachel (con tanto di terzo personaggio innamorato di lei, tra gli elementi peggiori del film), tutto appare superficiale, stantio, per giunta appesantito dalla scelta stilistica poco comprensibile di riempire il film di mascherini che chiudono e aprono alcune sequenze. Paradossalmente, la Zlotowski vuole lanciare il giusto messaggio che la soddisfazione di una donna non passa per forza dalla maternità, ma affrontando l'argomento in modo così convenzionale finisce quasi per ottenere un effetto controproducente. Resta comunque un prodotto sorretto da performance lodevoli da parte di tutti i personaggi. Menzione speciale per il regista 92enne Frederick Wiseman (tra l'altro a Venezia 79 con Un couple) che interpreta il ruolo del ginecologo. Un cameo nato grazie a un incontro con la Zlotowski avvenuto proprio a un'edizione precedente della Mostra del cinema.

Voto: 2/4

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