argentina-1985

"Nunca más", era il titolo del rapporto stilato sulle migliaia di desaparecidos della dittatura militare argentina. "Mai più" orrori come quelli che lo Stato sudamericano subì nel regime del 1976-1983 e che a distanza di 40 anni non vanno dimenticati. Il cinema è uno strumento fondamentale per preservare la memoria storica e imparare dagli errori del passato, ha dichiarato il regista Santiago Mitre nel presentare Argentina, 1985, film in concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2022 che racconta il processo contro la giunta militare di Jorge Rafael Videla. 

Voluto dal presidente democraticamente eletto Raúl Alfonsín, venne portato avanti dal procuratore Julio César Strassera e dal suo assistente Luis Moreno-Ocampo, interpretati rispettivamente da Ricardo Darìn e Peter Lanzani. Furono imputati Jorge Rafael Videla, Emilio Eduardo Massera, Roberto Eduardo Viola, Armando Lambruschini, Orlando Ramón Agosti, Omar Graffigna, Leopoldo Galtieri, Jorge Anaya e Basilio Lami Dozo, per crimini di guerra tra cui torture, rapimenti e omicidi. Nei 140 minuti di durata di Argentina, 1985 che scorrono velocemente e senza forzature grazie a un ritmo ben calibrato, si ricostruisce la storia di quel clamoroso evento giudiziario, considerato il più significativo procedimento contro un regime dopo il processo di Norimberga.

La chiave di Santiago Mitra per affrontare un capitolo tanto doloroso da essere ancora un nervo scoperto per la popolazione argentina è alleviarne la portata drammatica e devastante con numerosi elementi leggeri e persino intermezzi umoristici, grazie a un'eccellente sceneggiatura che sa bilanciare con destrezza pathos, le fasi dell'indagine e momenti più lievi, mostrandoci per esempio le vite private e famigliari dei due protagonisti. 

Per chi si aspettava un prodotto più serio e rigoroso questa scelta può apparire sorprendente, ma il cambio di registro permette di rendere più fruibili contenuti strazianti e rende Argentina, 1985 non solo una ricostruzione storica ma un film per il grande pubblico. Al tempo stesso, va detto che il film di Mitre accusa qualche didascalismo di troppo, ma il lungo segmento procedural dedicato al processo vero e proprio e alle testimonianze delle vittime è di una potenza notevole, una grande pagina di cinema grazie anche alle ottime performance, su tutte quelle di un grandioso Darìn. Si esce dalla visione alle prese con un mix di sentimenti: su tutti una rabbia viscerale per un momento storico tanto esecrabile e per quegli orrori che, ad altre latitudini, in buona sostanza continuano anche oggi.

Voto: 3/4

 

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