babyteeth

Milla (Eliza Scanlen) è una giovane di quindici anni che convive con una grave malattia. Quando si innamora di un giovane spacciatore, però, ritrova una certa curiosità, contagiosa anche per il resto della famiglia, a partire dai genitori, che si trovano a mettere in discussione il loro modo di vivere e le loro relazioni.

Trasposizione dell'omonima pièce teatrale di Rita Kalnejais, Babyteethdell'esordiente (nel lungometraggio) Shannon Murphy si confronta con la sempre complessa sfida di realizzare un film sulla malattia, per di più terminale in questo caso, senza scadere in una retorica trita e ritrita, legata all'esibizione del dolore. 

La Murphy si mantiene fedele al testo originale e riesce a creare un film delicato, vibrante, che sceglie di non ragionare sulle cure e i tentativi di restare in vita, ma su tutto ciò che compone il mondo di Milla al di fuori della malattia: i suoi genitori, interpretati da Ben Mendelsohn ed Essie Davies, la sua passione per la musica, e il giovane Moses, primo amore imperfetto quanto necessario, vitale.

Esplorando le relazioni di questo gruppo di persone, piene di difetti ma anche di voglia di migliorare, la regista riesce a creare un buon equilibrio fra umorismo e cruda realtà, trasportando lo spettatore in un viaggio che, nonostante contenga imperfezioni, non calca troppo la mano sul pietismo (che fa capolino solo in un paio di sequenze).

Grazie anche alle buone prove degli attori, parte di un ensemble particolarmente affiatato, e grazie a una serie di spunti interessanti, questo esordio si profila come una delle sorprese positive del concorso di Venezia.

Voto: 2/4

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più vai alla sezione Privacy e sicurezza.