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L'ispettore sanitario Jim (David Thewlis) passa le giornate dedicandosi al lavoro e andando a trovare la figlia Veronica. La giovane è ingiustamente finita in prigione per aver approfittato della sua posizione di insegnate e aver abusato di uno studente. Nonostate la sua innocenza e le lamentele del padre, però, sceglie di rimanere in carcere poiché è convinta di dover espiare una vecchia colpa, di cui il genitore è all'oscuro.

A quattro anni di distanza da Remember, thriller vendicativo ambientato nel secondo dopo guerra, Atom Egoyan torna in concorso a Venezia 76 con Guest of Honor, film in cui si propone di esplorare un atipico rapporto fra padre e figlia, minato da segreti e colpe appartenenti al passato.

Muovendosi su diversi piani temporali, Egoyan si propone di guidare lo spettatore attraverso le svolte della storia, permettendogli di scoprire da solo il mistero alla base della vicenda, ma il meccanismo finisce per ottenere un altro risultato: il pubblico, condotto per mano, capisce ciò che sta succedendo appena dopo mezz'ora e il film perde così ogni interesse, diventando un insieme di colpi di scena già previsti.

La sceneggiatura è composta da passaggi esageratamente esplicativi e da dialoghi ridicoli; in particolare ci sono un paio di momenti fondamentali per l'avanzamento della trama che sono messi in scena in modo da far dubitare della loro sensatezza.

David Thewlis, il magnifico Professor Lupin della saga di Harry Potter, è anche convincente nel suo ruolo di ispettore sanitario ligio alle regole, rete di supporto chiara e rigida in un mondo in cui regnano insicurezza e dubbio, ma ciò non basta per salvare il film dal dimenticatoio.

Voto: 1.5/4

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