king

Principe ribelle e riluttante erede al trono d’Inghilterra, Hal (Timothée Chalamet) ha voltato le spalle alla vita di corte e vive tra il popolo. Ma quando il tirannico padre muore, il ragazzo si vede incoronato re con il nome di Enrico V e si trova costretto ad abbracciare la vita alla quale aveva cercato di sfuggire sino ad allora. Il giovane sovrano deve ora destreggiarsi tra la politica di palazzo, il caos e le guerre lasciate in eredità dal padre, oltre che tra le vicende emotive della sua vita passata, incluso il rapporto con l’intimo amico e mentore, il cavaliere John Falstaff (Joel Edgerton).

Legati da un profondo rapporto professionale e di amicizia, a distanza di nove anni da Animal Kingdom (2010) David Michôd e Joel Edgerton tornano a collaborare sul grande schermo per The King, adattamento cinematografico del dramma shakespeariano Enrico V.

Prodotto targato Netflix – il film debutterà sulla piattaforma streaming il 1° novembre – The King vede come protagonista Timothée Chalamet, giovane attore ormai sulla cresta dell’onda (ma, come dichiarato da lui stesso, ancora in fase di maturazione): lontano anni luce dalla meravigliosa performance-svolta di Call me by your name, Chalamet si dimostra misurato e capace, ma purtroppo eccessivamente ingessato, schiacciando sotto i pesanti drappi reali le dicotomie – tra ribellione e obbedienza morale, tra fanciullezza ed età adulta, tra desiderio dissidente e assunzione obbligata di un ruolo autoritario – che dovrebbero definire la figura di Enrico.

Trasposizione ligia e rispettosa del monumentale testo di riferimento, quella di Michôd (regista e sceneggiatore) ed Edgerton (attore nel ruolo di Falstaff e co-autore dello script) è sicuramente un’opera dignitosa e godibile, forte di alcuni scambi dialogici ben riusciti e di una messa in scena nel complesso elegante.

Purtroppo, però, fatta eccezione per la rovinosa battaglia finale, mancano sequenze degne di nota capaci di rendere il film qualcosa di più che una piacevole visione. Interessante la riflessione sulla conquista del potere da parte di una nuova generazione giovane (giovanissimi sono anche gli interpreti), ma resta anche questo uno spunto superficiale. Presentato fuori concorso alla 76. Mostra del Cinema di Venezia.

Voto: 2/4

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più vai alla sezione Privacy e sicurezza.