seberg

Tutti ricordano Jean Seberg come la musa della Nouvelle Vague, indimenticata e affascinante Patricia in Fino all'ultimo respiro di Jean-Luc Godard. Pochi, forse, conoscono la travagliata vita personale dell'attrice americana, che a fine anni 60 venne classificata come "pericolosa" dall'Fbi e perseguitata per via della sua simpatia verso il movimento politico delle Black Panthers. A raccontare questo clamoroso retroscena della diva che recitò anche per Otto Preminger e Joshua Logan è il biopic Seberg di Benedict Andrews, presentato Fuori concorso alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia. A prestare il volto all'attrice è una luminosa Kristen Stewart.

Per una curiosa circostanza, probabilmente tutt'altro che casuale, il film è stato presentato a Venezia proprio nel giorno in cui ricorre il 40esimo anniversario dalla morte della Seberg, morta suicida il 30 agosto 1979 a soli 40 anni (il corpo venne ritrovato dieci giorni dopo la sua scomparsa, sulla sua auto a Parigi). Un decesso prematuro cui forse contribuì il gigantesco stress emotivo provocato anni prima proprio dalla campagna diffamatoria del COINTELPRO, il controverso programma federale che prevedeva sorveglianza illegale e operazioni di discredito. L'accanimento la devastò psicologicamente, portandola a uno dei suoi tanti tentativi di suicidio e alla nascita prematura della figlia Nina, morta appena due giorni dopo.

Il film di Andrews affronta solo marginalmente la carriera della Seberg e la sua morte, concentrandosi sull'operazione dell'Fbi (con Jack O'Connell e Vince Vaughn nei panni degli agenti Fbi) e sulla relazione con l'attivista Hakim Jamal (Anthony Mackie). Il fascino della storia e del personaggio già di per sé bastano a giustificare l'operazione di una pellicola dedicata a una vicenda che era doveroso raccontare sul grande schermo. Seberg, tuttavia, non va oltre il mero compitino scolastico, utile per informare il pubblico ma altrettanto povero di estro e di originalità. Didascalico e piuttosto piatto, tenta di rendere onore, prima che all'attrice, alla donna vittima di un'ottusa vessazione a causa delle sue idee. Resta un biopic tutto sommato convenzionale, da cui non pretendere troppo.

Voto: 2/4

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