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Siamo ormai giunti alle battute finali della 74. Mostra del Cinema di Venezia: a chiudere il Festival è Outrage Coda di Takeshi Kitano, ultimo capitolo della trilogia avviata nel 2010 con Outrage.

Kitano riprende i panni del criminale Otomo, qui alle prese con i sanguinosi conflitti fra la famiglia sudcoreana Chang e quella yakuza Hanabishi.

Il regista e interprete si riallaccia ai precedenti titoli della trilogia riproponendone dinamiche e sviluppi narrativi, ma si serve in questo caso di una regia decisamente più fine che, pur abbandonandosi qua a là alle più tipiche e pirotecniche sparatorie, difficilmente si contamina di grossolanità. Si riscontra purtroppo una certa tendenza a mettere fin troppa carne al fuoco: il risultato è un tessuto narrativo eccessivamente intricato e macchinoso che fatica a decollare in maniera efficace. Tuttavia, con Outrage Coda si è di fronte a un capitolo conclusivo più che degno, soprattutto se si sceglie di guardare al film come a una sorta di testamento cinematografico dello stesso Kitano e a Otomo come all'alter ego del regista: entrambi uomini ormai anziani che guardano al tramonto della propria carriera con pacificata accettazione. Esemplificativa è in questo senso l’uscita di scena del protagonista (che tanto richiama uno dei grandi capolavori di Kitano, Sonatine).

Presentato fuori concorso alla 74. Mostra del Cinema di Venezia.

 

Voto: 2/4

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