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A un anno da La pazza gioia e al culmine di una carriera che l'ha reso uno dei più importanti registi del panorama italiano, Paolo Virzì spicca finalmente il salto e sbarca negli Usa con la sua prima pellicola internazionale e in lingua inglese (seppur di produzione italo-francese), che per giunta si giova della presenza di due star straordinarie come Helen Mirren e Donald Sutherland. The Leisure Seeker, in concorso alla Mostra di Venezia 2017, prende il titolo dallo scalcinato camper Winnebago del '75 a bordo del quale i coniugi ottantenni Ella e John compiono il loro bizzarro ultimo viaggio verso la Florida e la casa di Ernest Hemingway, in una commedia dolceamara sospesa tra allegrezza e malinconia. 

Seguendo la scelta di diversi registi stranieri al loro primo film in America (vedi Wong Kar-wai con My Blueberry Nights o lo stesso Paolo Sorrentino con This Must Be the Place), anche Virzì sceglie di confrontarsi con il road movie, calandosi negli ampi orizzonti statunitensi con uno sguardo al presente politico del Paese - il film è ambientato durante la campagna elettorale di Donald Trump, che echeggia in modo tutt'altro che casuale - ma raccontando al contempo una storia universale con al centro un amore assoluto e indissolubile. La sceneggiatura, tratta da un libro di Michael Zadoorian e scritta a otto mani da Virzì con i fedeli Francesca Archibugi e Francesco Piccolo e con l'americano Stephen Amidon (autore del romanzo Il capitale umano, che il regista adattò cinematograficamente nel 2013), è brillante e commovente, al servizio di una coppia di attori che offre un'interpretazione smisurata: se la Mirren è semplicemente splendida, Sutherland si rivela gigantesco e finalmente trova un ruolo alla sua altezza dopo anni.

Eppure, il film rappresenta un passo indietro per Virzì rispetto agli ottimi lavori precedenti e appare quasi una sorta di reiterazione de La pazza gioia. Se là, in fuga dal mondo e dalle regole, erano due amiche considerate dissociate e si lavorava in modo originale sugli stereotipi della malattia mentale, qui a scappare sono due stravaganti innamorati alle prese con il conto più salato che la vita arriva a chiederti: la vecchiaia e la malattia. The Leisure Seeker si rivela così più ricattatorio del predecessore e non sempre riesce ad evitare la lacrima facile, pur tentando di aggirare le trappole della retorica. Se all'autore è mancato un po' di coraggio, restano le grandi prove attoriali e una bellissima colonna sonora che mescola le musiche di Carlo Virzì a un godibile jukebox di pezzi da Janis Joplin a Bob Dylan.

Voto: 2,5/4

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