Recensioni film in sala

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La fuga di Martha, opera prima del regista statunitense Sean Durkin, sì è aggiudicata il premio per la miglior regia alla ventisettesima edizione del Sundance Film Festival.

Il film parla di una ragazza, Martha, che fugge da una comunità religiosa dove ha subito ogni tipo di violenza fisica e psicologica. La ragazza si rifugia dalla sorella, ma i traumi subiti e i terribili ricordi le creano problemi psicologici, impedendole di (ri)cominciare a vivere.

 

 

 

 

Leggi tutto: LA FUGA DI MARTHA di Sean Durkin (2011)

04550713Si corre moltissimo nel film di Valérie Donzelli, a perdifiato, per riuscire a narrare un tempo che non aspetta. Romeo, Giulietta e il piccolo Adam sono i protagonisti di un racconto che annuncia già nei tre nomi il loro destino: una storia d’amore e un bimbo che, quasi fosse il primo uomo, si ritrova davanti, all’improvviso, la vita.

Due ragazzi s’incontrano e s’innamorano, scorrazzando per le strade di Parigi come in un film della Nouvelle Vague. Dopo un po’ hanno un figlio, che, intorno ai diciotto mesi, inizia a manifestare strani comportamenti. Le ipotesi angosciate del padre, il rifiuto naturale della madre, la paura che attraversa il tempo sospeso dell’incertezza e poi una partenza in fretta e furia per Marsiglia dove Adam sarà sottoposto a un importante esame, e dove si scoprirà la terribile verità di un tumore al cervello. Da essa, nonostante la corsa disperata di Giulietta tra i corridoi dell’ospedale, non è possibile fuggire: la guerra è dichiarata.

 

 

 

Leggi tutto: LA GUERRA È DICHIARATA di Valérie Donzelli (2011)

molto-forte-incredibilmente-vicino-la-locandina-italiana-del-film-227052Molto melenso, incredibilmente patetico. Pur tendenzialmente rifuggendo da giudizi sentenziosi e talvolta riduttivi, credo che una parafrasi del titolo in questi termini sia davvero la perfetta sintesi di un film che, dalla prima all’ultima (stucchevole) inquadratura, spinge sul pedale dei sentimenti spicci, dell’autocompiacimento, della lacrima facile, per descrivere le vicende di un bambino specchio di quell’America che ce la fa sempre e comunque, nonostante difficoltà apparentemente insormontabili. La deflagrazione esistenziale post 11 Settembre è un tema scottante e tragicamente attuale. Chiunque, dopo quella data, tangenzialmente o per via diretta ha visto sconvolta la propria vita da tale evento: ogni certezza, ogni riferimento consolidato all’interno della società a cui tutti apparteniamo sembra essere venuto meno.

 

 

 

Leggi tutto: MOLTO FORTE, INCREDIBILMENTE VICINO di Stephen Daldry (2012)

marilyn film locandina-anteprima-600x840-652802My Week with Marilyn: ecco il titolo originale del film del regista Simon Curtis (al suo primo lungometraggio), presentato fuori concorso al Festival Internazionale del Film di Roma 2011. “Una settimana con Marilyn”: emblematico, il sogno di ogni uomo.

Basata sui diari The Prince, The Showgirl and Me e My Week with Marilyn scritti da Colin Clark, la pellicola è incentrata sui giorni passati dall’uomo insieme alla diva Monroe nell’estate del 1956, durante la lavorazione de Il principe e la ballerina, sul cui set Clark lavorava come assistente. Il tentativo di fornire allo spettatore un ritratto intimo e inedito della più grande diva di tutti i tempi si scontra con la difficoltà a superare i clichés: le nevrosi, le manie, le insicurezze della Monroe sono, fondamentalmente, le stesse che ci sono state da sempre tramandate da parte di biografi e giornalisti vari.

 

 

 

Leggi tutto: MARILYN di Simon Curtis (2012)

attack-block-posterIl nome di Joe Cornish, regista di questo film, non sarà nuovo ai cinefili un po’ più accaniti. Stiamo parlando dello co-sceneggiatore del Tintin di Spielberg, ma anche di un noto radiofonico e scrittore televisivo. Il suo esordio cinematografico è un film divertente, citazionista e interessante sotto alcuni aspetti, ma che rischia di essere sopravvalutato. Presentato in concorso allo scorso festival di Torino, dove, forse, ha ricevuto un’accoglienza un po’ troppo positiva, il film mescola fantascienza a tematiche di carattere sociale care al regista (la pellicola è ambientata nella sua Londra dove il problema delle gang persiste in alcuni quartieri).

 

Cornish gira per divertire ma soprattutto per divertirsi, sia giocando con un cinema di serie B sia creando personaggi molto fumettosi e situazioni assurde ma che facilmente troveranno il consenso del pubblico. Appunto, il facile consenso del pubblico. Attack the Block è un film divertente, non c’è dubbio. Trama semplice, azione a giuste dosi, battute serrate (meriterebbe una visione  in lingua originale per l’uso dello slang giovanile), protagonisti buffi per i quali simpatizzare ed antagonisti piuttosto “cattivi”. In tutto questo però bisogna procedere cauti a considerare tale pellicola, come in molti hanno fatto (e tra questi mi inserisco anche io dopo la prima visione) un piccolo cult citazionista.

 

 

 

Leggi tutto: ATTACK THE BLOCK di Joe Cornish (2011)

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