Recensioni film in sala

1348821466 un sapore di ruggine e ossa GCorpi martoriati, corpi distrutti, corpi menomati. Il cinema di Jacques Audiard è sempre stato costituito da un insieme di ferite, lacerazioni, handicap fisici a cui si cerca di sopperire tramite la forza di volontà. Seppur a volte non basti.

Entrambi i protagonisti di Un sapore di ruggine e ossa, l’ultima fatica dell’autore, sono corpi costretti a vivere in assenza di una propria parte.

Ali è un giovane padre che vive con il figlio di cinque anni in mezzo a una strada, sbarcando il lunario con piccoli furti e combattimenti clandestini. Il suo corpo è l’unica arma per sopravvivere, come se sotto quella scorza di muscoli non ci fosse nient’altro.

Stéphanie è un’ammaestratrice di orche marine in un parco acquatico, ammirata dagli uomini e sicura di se stessa, fino a quando un tragico incidente sul lavoro la costringerà all’amputazione di entrambe le gambe. Le loro vite si sfioreranno fino a fondersi gradualmente l’una con l’altra.

 

 

ted-la-locandina-italiana-del-film-247632È un momento d’oro per Seth MacFarlane: alla vigilia dell’uscita italiana del suo primo lungometraggio live action, è stato annunciato che gli sarà affidata la conduzione degli Oscar 2013. Un bel risultato per il giovane e poliedrico artista (sceneggiatore, comico, doppiatore, produttore, regista e cantante) che fino a non molto tempo fa era da noi conosciuto quasi esclusivamente come creatore della geniale e irriverente serie animata I Griffin.

Il suo debutto sul grande schermo dimostra in pieno il suo eclettismo: non si limita a firmare regia e sceneggiatura di Ted ma dona anche voce e movenze (grazie alla motion capture) al bizzarro protagonista, uno sboccato orso di peluche dedito ai vizi più sfrenati.

John Bennet è un bambino solo e complessato: il suo unico amico è il pupazzo Ted, a cui un incantesimo natalizio regala la vita. Trent’anni dopo, John (Mark Wahlberg) e Ted continuano a vivere in simbiosi, eterni adolescenti, per la frustrazione di Lori (Mila Kunis), fidanzata in carriera di John, che vorrebbe costruire un legame più maturo con lui, al riparo dalla terribile influenza del curioso amichetto.

Una successione serrata di gag al vetriolo e battute politicamente scorrette si avvicendano, come è nello stile di MacFarlane, accompagnando una riflessione sulla crescita e sull’amicizia, con un ritmo invidiabile che non si allenta mai.

 

 

la-locandina-di-realityA distanza di quattro anni dal successo di critica e di pubblico ottenuto con Gomorra, il regista romano Matteo Garrone, classe 1968, torna a vincere il prestigioso Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes, questa volta con un soggetto originale di graffiante attualità.

Reality, titolo quanto mai esemplificativo, chiaro, limpido ma al contempo portatore di un duplice significato (il reality-show massmediale, illusorio, boccaccesco e la dura realtà che sopporta quotidianamente la gente comune), è una lucida analisi, non priva di una pungente ironia, della deriva esistenziale a cui deve far fronte un pescivendolo napoletano, felicemente sposato e padre di tre figli, nel momento in cui realizza di non aver superato le selezioni per partecipare alla prossima edizione del Grande Fratello.

 

 

 

 

Elles-10205In Francia secondo una statistica, ogni anno 40.000 studenti si prostituiscono per pagarsi gli studi. Una tendenza che coinvolge molti paesi europei, dalla vicina Italia fino alle più prestigiose università inglesi. Nasce proprio da questo spunto di cronaca Elles, film della regista polacca Malgoska Szumowska con Juliette Binoche, Anais Demoustier e Joanna Kulig. La pellicola è stata presentata nella sezione Panorama dell’ultimo Festival Internazionale del cinema di Berlino.

Anne (Binoche) è una giornalista di mezz’età che sta completando un’inchiesta sulla prostituzione universitaria a Parigi. Per rendere ancor più dettagliata e precisa la ricerca, la protagonista si affida alle testimonianze di due giovani meretrici consenzienti. Con il passare del tempo tra la donna e le ragazze s’instaura un rapporto d’affetto che stravolgerà la vita di colei che ascolta.

 

 

 

iceage4 5 1 ff1 poster1Sembra ieri che il piccolo e maldestro Scrat rincorreva la sua prima ghianda, il vero amore della sua vita, dando inizio al primo capitolo dell’Era Glaciale. Era il 2002, e 10 anni dopo siamo arrivati al 4° capitolo delle avventure di Sid, Manny e Diego, alle prese, dopo il disgelo e i dinosauri, con la deriva dei continenti. Ancora una volta, infatti, è Scrat a piantare la sua preziosa ghianda nel punto sbagliato, questa volta arrivando al centro della terra e provocando la scissione delle placche, dando vita alla geografia mondiale che ora conosciamo. E, mentre la famiglia di Sid, dopo aver abbandonato lui, gli lascia anche la nonna in custodia, Manny è alle prese con il suo nuovo ruolo genitoriale, con tanto di irritantissimi mammuth che si esprimono con slang da teenager. Si poteva temere una trama incentrata sul rapporto genitore/adolescente, e invece la frattura del terreno porta i tre protagonisti a vivere una nuova avventura, perché nei mari gelati, i pirati già esistevano.

 

 

 

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