Recensioni film in sala

imercenari2La storia del cinema passa a milioni di anni luce da I Mercenari 2 e così quello che si può definire "il buon cinema", quello ben scritto, ben diretto, ben recitato. Inutile negarlo: il franchise messo in piedi da Sylvester Stallone ha lacune in tutti i suoi reparti (in alcuni più di altri), già evidenti nel primo film ed immancabili anche nel secondo. Ma sarebbe troppo facile limitarsi ad una bocciatura inappellabile, fare i cecchini su di un bersaglio immobile ed inerme. Troppo facile ed anche ingiusto. Questo perché, possa piacere o meno, I Mercenari, tanto il primo quanto il suo seguito, è un progetto di un' onestà totale ed inattaccabile che nasce dall' unico e preciso intento di mettere insieme, tutti nello stesso film, quei nomi e quei volti vecchi e nuovi che in qualche modo hanno fatto e stanno facendo la storia del cinema action. Un progetto che vuole arrivare, non unicamente ad un' utenza strettamente cinefila, ma anche a quel pubblico che con certi film e certi attori ci è cresciuto e trova nell' idea stessa di un team up dal sapore epico, come quello fortemente voluto da Stallone, un motivo più che sufficiente per recarsi in sala.

 

 

 

 

Leggi tutto: I MERCENARI 2 di Simon West (2012)

La-congiura-della-pietra-nera-locandine-film-coverLa gilda di assassini nota come "La Pietra Nera" è alla caccia del corpo di un monaco buddista i cui resti ormai mummificati sono depositari di importantissimi segreti. Zeng Jing (interpretata dall’ intramontabile Michelle Yeoh), assassina affiliata alla Pietra Nera, ruba la metà superiore del cadavere ma invece di tenerla per se,decide di restituirne i resti e iniziare una nuova vita cambiando perfino i propri connotati.

A due anni dalla presentazione al Festival di Venezia, è uscito ufficialmente nelle sale italiane La Congiura della Pietra Nera (Reign of Assassins il titolo internazionale), la cui notorietà è stata trainata dal nome accreditato come regista, John Woo. Ad onor del vero John Woo, il cui indiscutibile contributo anche a livello produttivo è percepibile e riconoscibile in singoli elementi della storia, gira il film a quattro mani con il meno conosciuto Choi-Bin Su che pone la sua firma anche su di una sceneggiatura che si muove liberamente tra dramma, romanticismo, melò, umorismo ma sopratutto tanta azione che il genere richiede.

 

 

 

 

Leggi tutto: LA CONGIURA DELLA PIETRA NERA di Chao-Bin Su e John Woo (2010)

Rise. Ecco la parola chiave per comprendere appieno questo film. Malamente tradotto in italiano con “il ritorno” (ma ormai non ci sorprendiamo più di nulla), “rise” significa rinascere, risalire, sollevarsi. Ed è proprio questo il punto cardine su cui Nolan insiste per tutti i 164 minuti. Non a caso, la scena madre del film, collocata al centro del suo minutaggio e girata magistralmente sottolinea ancora di più quanto il regista tenga a questo tema. Wayne infossato in una sorta di prigione incavata in un pozzo profondissimo, per liberarsi dovrà scalare la parete, ma solamente quando lo farà senza la corda di sicurezza, senza il cordone ombelicale che lo lega al suolo, riuscirà nel suo intento, nella sua rinascita. (Ri)nascono tutti in questo film. Il cattivo Bane all’inizio, un futuro eroe alla fine, una città intera nel mezzo.

 

 

 

Leggi tutto: IL CAVALIERE OSCURO-IL RITORNO di Christopher Nolan (2012)

BedTime LocandinaForse Balaguerò soffre di claustrofobia, o forse della sindrome post-11 settembre per cui non ci si sente più sicuri nemmeno a casa propria. Di sicuro l'ossessività con cui ricorre nelle sue pellicole il tema del pericolo domestico dà da pensare.

A cominciare da Fragile-a Ghost Story del 2005 ambientato in un ospedale per bambini sull'isola di Wight (doppia compressione degli spazi: la struttura ospedaliera e l'isola), il regista spagnolo restringe ulteriormente il campo già con Para entrar a vivir (2006), precursore di Bed Time, dove una gentile agente immobiliare si trasforma in un'aguzzina che sequestra i possibili acquirenti in un appartamento.

I fasti di REC (2007), finora suo unico successo internazionale, insistono sul tema del condominio maledetto, rappresentando le vicende claustrofobiche degli abitanti di un complesso costretti all'isolamento dall'esplodere di una terribile e letale epidemia.

Con Bed Time (titolo italiano come spesso accade imbarazzante, che in spagnolo suona più intelligentemente Mientras duermes) Balaguerò si libera di elementi soprannaturali e fantascientifici per affidare totalmente l'intricato sviluppo delle vicende alla crudeltà umana.

 

 

 

Leggi tutto: BED TIME di Jaume Balaguerò (2011)

Ci sono film fatti per il grande pubblico, che pensano a come sfruttarne gusti ed esigenze con il chiaro scopo di conquistare il botteghino. E ci sono film fatti dall’autore per l’autore stesso, che non si pongono come obiettivo il favore delle masse ma il riconoscimento estetico e che spesso si rivelano esercizi autoreferenziali. Due categorie ugualmente rispettabili, ovviamente.

Ma esistono, altresì, dei film, fatti più con il cuore che con la testa, il cui scopo trascende la dimensione cinematografica stessa. Diaz è uno di questi. Ecco perché vale la pena di riparlarne, specie ora che, grazie a una delle poche manovre distributive intelligenti viste in Italia da molti anni a questa parte, il film è tornato nelle sale in seguito alla sentenza della Cassazione, che ha confermato le condanne per i responsabili delle violenze del luglio 2001.

 

 

 

Leggi tutto: DIAZ di Daniele Vicari (2012)

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