Recensioni film in sala

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Mastro Geppetto (Roberto Benigni) è un umile falegname che un giorno riceve in regalo da Mastro Ciliegia (Paolo Graziosi) un particolare pezzo di legno. Con l'intento di costruirsi un burattino per poter vivere e guadagnare dignitosamente, dal tocco di legno magicamente il burattino (Federico Ielapi) prende vita. Contento di avere finalmente un figlio (chiamato Pinocchio), Geppetto seppur povero vende i propri vestiti per comprare a Pinocchio un abbecedario, così da permettere al bambino di poter andare a scuola. Pinocchio però disubbidisce al padre e scappa, inconscio delle avventure e dei pericoli che lo attendono. Disperato, Geppetto si mette alla ricerca del figlio perduto. Nel suo viaggio, Pinocchio incontrerà la Fata Turchina (Marine Vacth), che promette al burattino se egli saprà meritarselo, di trasformarlo in un bambino vero. Tratto dal romanzo Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino scritto nel 1883 da Carlo Collodi, Pinocchio è il nuovo film diretto da Matteo Garrone a un anno di distanza da Dogman.

Leggi tutto: PINOCCHIO di Matteo Garrone - La recensione

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Il ritorno di Woody Allen alle atmosfere leggere della commedia e alla sua adorata Manhattan ha coinciso con uno dei film più difficili di sempre per il regista americano: a causa di un vecchio scandalo di presunti abusi alla figlia in realtà già archiviato dalla polizia ma riemerso nel post caso Weinstein, Amazon Studios ha sospeso la distribuzione di Un giorno di pioggia a New York negli Stati Uniti. In Italia, in compenso, abbiamo la possibilità di gustarcelo in sala grazie a Lucky Red. Il cast (che in parte ha rinnegato la scelta di lavorare col regista) è formato da Timothée Chalamet, Elle Fanning, Selena Gomez, Liev Schrieber, Jude Law, Diego Luna, Kelly Rohrbach e Rebecca Hall.

Leggi tutto: UN GIORNO DI PIOGGIA A NEW YORK di Woody Allen - La recensione

BREADWINNER

Con incredibile ritardo arriva nelle sale italiane il film d'animazione I racconti di Parvana, lungometraggio prodotto dal brillante studio Cartoon Saloon già responsabile di diversi corti, serie tv e degli acclamati film The Secret of Kells e La canzone del mare. Diretto dal direttore creativo dello studio Nora Twomey e candidato agli Oscar 2018 come miglior film d'animazione (tra i produttori figura addirittura Angelina Jolie), a differenza dei due film precedenti non è una storia ambientata all'interno del folklore irlandese, ma in un mondo agli antipodi: l'Afghanistan represso dal regime talebano, raccontato nel romanzo di Deborah Ellis Sotto il burqa.

Leggi tutto: I RACCONTI DI PARVANA di Nora Twomey - La recensione

jaccuse

Tra applausi e scandali, Roman Polanski è tornato. L'ufficiale e la spia arriva in sala dopo essere stato uno degli eventi della 76esima Mostra del Cinema di Venezia, che lo ha premiato con il Leone d'Argento - Gran premio della giuria nonostante l'iniziale ostracismo della presidente di giuria Lucrecia Martel. Sulla figura del cineasta polacco incombono il vecchio caso di presunte violenze del 1977 (a causa del quale non puà tornare negli Usa) e nuove accuse, ma le polemiche, in ambito di critica cinematografica, non possono che essere spazzate via di fronte all'innegabile qualità di questo film, con il quale Polanski ha ricostruito con precisione certosina il più celebre e clamoroso errore giudiziario della storia francese. 

Leggi tutto: L'UFFICIALE E LA SPIA di Roman Polanski - La recensione

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Lo so che è tutto finto. È bello lo stesso”.

Victor (Daniel Auteuil) e Marianne (una meravigliosa Fanny Ardant), sono una coppia borghese annoiata e stanca. Lui, vignettista disoccupato, vive nel sogno di un passato ormai perduto. Lei è una psicanalista che non accetta di invecchiare, amante del progresso e perennemente alla ricerca di nuovi stimoli. Cacciato di casa dopo l’ennesimo litigio, Victor accetta l’invito della “Time Travel”, un’insolita agenzia che offre ai propri clienti la possibilità di vivere (o rivivere) la propria epoca preferita grazie ad allestimenti cinematografici curatissimi e a un cast eccezionale. La Belle Époque scelta da Victor non è quella a cavallo tra Ottocento e Novecento, ma il 1974. Proprio in quell’anno, una sera di maggio in un bistrò di Lione, Victor avrebbe incontrato la moglie. 

Leggi tutto: LA BELLE ÉPOQUE di Nicolas Bedos - La recensione

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