Recensioni film in sala

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Suntuoso bianco e nero per il nuovo film del pluripremiato Jacques Audiard, che cambia ancora rotta dai drammi noir a cui ci aveva abituato, per mettere in scena un racconto sentimentale, interamente centrato su cosa è l’amore oggi, per 4 giovani, a Parigi, che gravitano intorno al 13arrondisment.

Leggi tutto: Parigi, 13 arr. di Jacques Audiard, la recensione

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Che qualunque cosa Matt Reeves tocchi diventi magicamente oro, non è certo chissà quale rivelazione: che sia la controversa rielaborazione del kaijū eiga, il fantasmatico rifacimento di un caposaldo dell’horror moderno come Lasciami entrare o la rivisitazione solenne, ieratica e meditabonda dell’al tempo logoro e strematissimo franchise del Pianeta delle Scimmie, il nostro ha saputo infondere alla sua sorprendente e proteiforme opera - con lo sguardo di chi del cinema conosce perfettamente i tempi, il linguaggio, le sfumature e i meccanismi più segreti - nuova linfa, profondità, emozione e un crepuscolare afflato fordiano (specialmente nel capitolo conclusivo della saga delle Scimmie) che lasciava presagire solo il meglio per questo tanto agognato e più volte posticipato - causa Covid e altre amenità - reboot dell’Uomo Pipistrello: materiale che, sia detto, dopo la grandiosa trilogia dell’altalenante Nolan e la nefanda parentesi snyderiana con Ben Affleck su cui è meglio sorvolare (pur con la bella eccezione di quell’anomalo e statuario oggetto filmico che è Zack Snyder’s Justice League), era, se non difficile rinverdire, quantomeno complicato da maneggiare.

Leggi tutto: THE BATMAN di Matt Reeves, la recensione

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Essere un celerino di Roma e al tempo stesso un uomo di colore, nato da una famiglia che abita uno stabile occupato, è un paradosso di proporzioni colossali, specie considerando la tradizionale vicinanza del reparto mobile antisommossa alle ideologie di estrema destra. È la situazione contraddittoria che vive il protagonista del film ll legionario, debutto del giovane regista italo-bielorusso Hleb Papou in sala dopo il fortunato passaggio al Festival del cinema di Locarno che è fruttato il premio al miglior regista emergente nella sezione Cineasti del presente. 

Leggi tutto: IL LEGIONARIO di Hleb Papou, la recensione

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Premessa doverosa: chi scrive reputa Paul Thomas Anderson uno dei più grandi registi viventi. Tutti i suoi film, a parte due eccezioni spiacevolmente considerevoli di cui diremo a breve, oscillano fra il bello e il capolavoro, con punte massime e cristalline toccate dalla mirabile triade composta da Il petroliere, The Master e Il filo nascosto.

Leggi tutto: Licorice Pizza di Paul Thomas Anderson, la recensione

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Dopo il passaggio al Torino Film Festival 2020, arriva in una manciata di sale italiane l'interessante drama indipendente L'ora del crepuscolo. In una remota cittadina sui monti Appalachi, Cole (Philip Ettinger) è un ragazzo generoso e di buon cuore, valente assistente di una casa di riposo che studia per perfezionarsi come infermiere e arrontonda con lo spaccio illegale di anti-dolorifici. La sua vita si complicherà con il ritorno in paese di un amico d'infanzia (Cosmo Jarvis), che cerca di coinvolgerlo in traffici ben più pericolosi e si inimica il boss locale (Marc Menchaca).

Leggi tutto: L'ora del crepuscolo, la recensione

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