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Recensioni film in sala

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La storia del cinema è piena di progetti "maledetti" e quello dell'adattamento di Dune di Frank Herbert è stato per anni uno di questi esempi: l'insuccesso della versione di David Lynch (che pure è un'opera affascinante) è mitico almeno quanto il fallimento della rielaborazione psichedelica e abortita di Alejandro Jodorowski (anche Ridley Scott ci provò inutilmente, per poi "ripiegare" su Alien). Denis Villeneuve prova a spezzare la maledizione con questo lavoro che per ambizione forse supera persino il suo Blade Runner 2049. Alla faccia di chi lo considera infilmabile, il romanzo di Herbert prende forma sullo schermo nella prima parte di un dittico che, già rinviata per il Covid, ha l'arduo compito di restituire una volta per tutte al pubblico la grandiosità del cinema per cui il grande schermo è vettore fondamentale (per questo, l'idea di far uscire negli Usa in sala e contemporaneamente su Hbo Max è assurda, e giustamente osteggiata da Villeneuve). 

Leggi tutto: DUNE di Denis Villeneuve, la recensione

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Uno dei buoni motivi per tornare in sala è la presenza, tra un blockbuster e un Me contro Te - Il film, di vero cinema d'autore. Come nel caso di Il gioco del destino e della fantasia, Orso d'Argento Gran Premio della Giuria alla Berlinale 2021 e acclamato al Far East Film Festival. Delicatissimo dramma firmato dal giapponese Hamaguchi Ryusuke, è una sinfonia in tre atti, tre episodi a sé stanti: “Magia (o qualcosa di meno rassicurante)”, “Porta spalancata”, “Ancora una volta".

Leggi tutto: IL GIOCO DEL DESTINO E DELLA FANTASIA di Hamaguchi Ryusuke - La recensione

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Non è un remake, né un sequel né un reboot del (terribile) film di David Ayer del 2016, ma semplicemente la "Suicide Squad di James Gunn". Il produttore Peter Safran non poteva sintetizzare meglio questa bizzarra operazione che si prende coraggiosamente la programmazione estiva in tempi di Covid e, onestamente, è qualcosa che nel blockbuster americano contemporaneo (con la parziale eccezione di Deadpool) non si era mai visto. Questo a dispetto dall'evidente e studiatissimo tributo di The Suicide Squad al bellico anni 60-70 nello stile di Una sporca dozzina, al western, al cinema demenziale e persino al kaiju ejga giapponese. Ultraderivativo e originale insieme, dunque.

Leggi tutto: THE SUICIDE SQUAD di James Gunn - La recensione

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Grande protagonista dei vari Awards del 2021 (anche se ha vinto per lo più premi alla sceneggiatura, tra cui Oscar e Bafta), Una donna promettente è figlio dei nuovi tempi di Hollywood, che vede finalmente una certa inclusività (per quanto talvolta forzata) nei confronti delle donne. Il film d'esordio della britannica Emerald Fennell, che scrive e dirige, traduce questo neofemminismo nato dal MeToo in una black comedy dallo spirito indie, cinica e coloratissima.

Leggi tutto: UNA DONNA PROMETTENTE di Emerald Fennell - La recensione

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Monumentale! Anthony Hopkins in The Father – nulla è come sembra, primo e unico film del regista, drammaturgo e scrittore francese Florian Zeller, offre una prova attoriale fuori da qualsiasi aspettativa. Certo nessuno si sarebbe potuto mai immaginare una interpretazione discreta da parte di Sir Hopkins, ma quello che ci regala questa volta è letteralmente da brividi.

Leggi tutto: THE FATHER di Florian Zeller - La recensione

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