young adultÈ raro trovare nel panorama contemporaneo autori che mantengano costante il livello delle proprie opere: la maggior parte di essi si perde dopo esordi felici o impenna improvvisamente il tiro per poi precipitare inevitabilmente al primo passo falso. Ancor più raro è il caso di figli d'arte che riescano a superare, in tutto e per tutto, le orme genitoriali: Jason Reitman tuttavia rientra pienamente in entrambe le categorie. Dopo il lodevole debutto di Thank You for Smoking, il successo planetario di Juno e la definitiva consacrazione con il divo Clooney di Tra le nuvole, Reitman Jr. (il padre Ivan, lo ricordiamo, è entrato a far parte del nostro immaginario affettivo con commedie demenziali come Ghostbusters, ma non si può certo dire che sia assiso nell'Olimpo di Hollywood) firma, insieme alla geniale Diablo Cody (già autrice di Juno), la quarta commedia agrodolce della sua breve ma intensa carriera.

Una sempre brava Charlize Theron dà corpo alla frustrata Mavis, ghostwriter per un'imbarazzante collana di libri per adolescenti (gli "young adults" del titolo), fresca di divorzio e costretta dalle circostanze anche anagrafiche a fare i conti con i primi bilanci esistenziali. Un'email del suo ex-ragazzo del liceo che annuncia giulivo la nascita della sua primogenita la riporta, anima e corpo, al soffocante buco di provincia che aveva lasciato anni addietro, in cerca di miglior fortuna nella metropoli.

 

 

 

Il regista dà corpo alle ossessioni sentimentali, egocentriche ed alcoliche della nostra contemporaneità grazie a un personaggio-catalogo delle peggior nevrosi con le quali tutti noi ci troviamo a fare i conti, solitudini e incapacità di comunicare in primis, contornandolo di una serie di eccellenti comprimari, sui quali spicca il supernerd Matt (il comico americano Patton Oswalt), grasso, irrisolto e disabile.

Tra una bevuta e l'altra, Mavis e Matt si confronteranno con il loro mediocre e deprimente contesto urbano d'origine, che aveva spinto la prima a fuggirne, senza mai guardarsi indietro fino a quel momento, e l'altro a rifugiarsi, incapace di reagire in altro modo, in un'eterna adolescenza nella sua cameretta, circondato da miniature di Star Wars.

La ricerca, in fondo, è una per tutti, quella della serenità, che, suggerisce la pellicola, può assumere forme molto diverse: dalla tranquilla vita familiare nel sobborgo asfittico al tentativo di scalare il successo nella grande città. Bisogna solo trovare quella giusta per ognuno.

Colonna sonora ricca di belle sorprese, alle quali ci ha abituati Reitman, e regia pacata ma non incolore accompagnano le vicende di Mavis, a un tempo brillanti e malinconiche come l'ebbrezza gioiosa di una bevuta che si mischi ai postumi del giorno dopo.

Una nuova conferma per Reitman e per gli spettatori la certezza di aver trovato un autore che forse non firmerà mai un capolavoro ma che si "limiterà" a produrre pellicole di ottima qualità mantenendo sempre costante il livello delle sue produzioni. E scusate se è poco.

 

 

          

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