Interviste

IL CALENDARIO DI NOVEMBRE 2019

calendario-novembre2019

Scorsese, Polanski, Allen: cosa chiedere di più a questo calendario delle uscite in sala di novembre? Un mese ricchissimo, che vede anche il ritorno di Ken Loach, di Frozen, l'arrivo della Palma d'Oro Parasite e di un atteso film d'animazione italiano come La famosa invasione degli orsi. Senza dimenticare che anche gli attori possono tirare fuori doti da regista, come dimostrano i casi di Edward Norton, Casey Affleck e Marco Bocci. Di seguito, tutte le uscite del mese.
Leggi tutto...

locandina-film-il-cecchinoA metà strada tra polar francese e poliziesco metropolitano all’americana, l’ultima pellicola diretta da Michele Placido si inserisce in un genere affrontato di rado nel cinema italiano, da sempre privo di una marcata tradizione noir. Ma più che un coraggioso tentativo di sondare territori cinematografici fino ad ora inesplorati dalle produzioni nostrane, sembra più un’operazione costruita ad hoc per cavalcare la moda dei più recenti blockbuster a metà tra azione e (presunta) introspezione psicologica.

 

Durante un’imponente operazione di polizia condotta nel centro di Parigi dal commissario Mattei (Daniel Auteuil), allo scopo di arrestare una potente gang criminale, un cecchino (Mathieu Kassovitz) inizia a fare fuoco sugli agenti, agevolando la fuga dei malavitosi, con cui si era precedentemente accordato. Tradito dai suoi soci, rintracciato e arrestato, il cecchino dovrà accettare la proposta dell’ostinato capo della polizia Mattei, disposto a tutto pur di catturare i pericolosi latitanti…

 

Come nelle sue due precedenti pellicole noir, Romanzo criminale (2005), potente gangster-movie corale tratto dall’omonimo libro di Giancarlo De Cataldo e sceneggiato da Stefano Rulli e Sandro Petraglia, che ha originato una fortunata serie TV, e Vallanzasca – Gli angeli del male (2010), Placido dimostra una spiccata tendenza all’ellissi narrativa per spingere al massimo sul pedale dell’azione, che qui, però, rischia di assumere i connotati di una messinscena superficiale. La sceneggiatura, risente della mancanza di un soggetto solido d’origine (di matrice letteraria, magari). Non basta la giustapposizione di buone scene d’azione, prive di efficaci raccordi narrativi, tra l’altro, per costruire un poliziesco di qualità. Il ritmo serrato, scandito da un montaggio sincopato, impedisce di immergersi appieno in un film, originariamente pensato per la televisione francese, il cui punto di forza è la fotografia livida e metallica del sempre bravo Arnaldo Catinari.

 

Daniel Auteuil, meno espressivo del solito, è comunque credibile in un ruolo a lui congeniale. Ogni paragone con il complesso personaggio interpretato in 36 Quai des Orfèvres risulta però impietoso. I personaggi di contorno, così come il contesto sociale entro cui si muovono, sono inconsistenti: Luca Argentero, Olivier Gourmet e Mathieu Kassovitz, protagonista solo sulla carta, avrebbero meritato una caratterizzazione ben più obliqua e tenebrosa. Imperdonabile, poi, l’assenza di una figura femminile di rilievo, in un film contraddistinto da una malcelata misoginia di fondo, dove ogni attrice, compresa Violante Placido, è ridotta a semplice complemento d’arredo.

 

L’ingente budget della produzione italo-francese si vede soprattutto nell’adrenalinica sequenza d’apertura tra i vicoli parigini, il cui dinamico realismo rimanda a Mann e Frankenheimer.

 

I novanta minuti scivolano rapidi, annacquati da una scrittura registica approssimativa che fatica a tenere le fila di una vicenda sempre più ripiegata su se stessa, affossata da una resa dei conti finale di smaccata inverosimiglianza.{jcomments on}

 

Voto: 2/4

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più vai alla sezione Privacy e sicurezza.