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George Lucas  

starwarsGeorge Lucas colpisce ancora. E la saga di Star Wars, il meraviglioso giocattolo che dal lontano 1977 ha invaso il nostro immaginario con il suo universo sci-fi/fantasy che mescola archetipi ancestrali alla potenza degli effetti speciali, sembra davvero un fenomeno inesauribile. Straordinaria macchina per produrre soldi ma anche creatura proteiforme che straborda dai confini meramente cinematografici per farsi prodotto crossmediale sfruttabile all'infinito dal suo geniale e furbo creatore.

É così che, per cavalcare l'onda del fenomeno 3D, l'intera saga è tornata nelle sale arricchita dalla visione in stereoscopia, con il progetto di far uscire un episodio all'anno: Lucas ha scelto di seguire l'ordine cronologico degli eventi, per cui si parte con Episodio I – La minaccia fantasma. Correva l'anno 1999 quando il film uscì per la prima volta in sala, a diciassette anni da Il ritorno dello Jedi: per i milioni di fan e per coloro che invece scoprivano il mondo di Star Wars per la prima volta fu un evento epocale, tradotto in un incasso mondiale pari a oltre 900 milioni di dollari (che ora, grazie a questa riedizione, ha superato il miliardo).

 

 

La minaccia fantasma si ambienta circa trent'anni prima rispetto alle vicende della Trilogia classica e vede i coraggiosi cavalieri Jedi Qui-Gon Jinn (Liam Neeson) e Obi-Wan Kenobi (Ewan McGregor) fronteggiare la crisi tra il pacifico pianeta Naboo, guidato dalla regina Amidala (Natalie Portman), e l'ambigua Federazione dei Mercanti, collusa con un potere oscuro che minaccia la sopravvivenza della Repubblica. Nella lotta contro le forze ostili, i due Jedi incontrano il piccolo Anakin Skywalker (Jake Lloyd), riconosciuto da Qui-Gon Jinn come colui che è destinato a portare equilibrio nella Forza: disgraziatamente Anakin (nei successivi film) diventerà sì un guerriero straordinario, ma sceglierà di passare al lato oscuro della Forza trasformandosi nel crudele Darth Vader e decretando il passaggio dalla felice e democratica Repubblica alla cupa età dell'Impero.

 

L'elemento che distingue maggiormente la nuova trilogia da quella classica è la differenza a livello visivo prodotta dall'ovvio gap tecnologico (e Episodio I nel '99 fu davvero un passo avanti grazie agli effetti digitali prodotti dalla Industrial Light & Magic): differenza che si sostanzia in una rappresentazione più grandiosa e barocca della multiforme "galassia lontana lontana". Peccato che, al di là dei cospicui introiti e degli entusiasmi iniziali, il film abbia scontentato i fan puristi e a tutt'oggi sia considerato l'episodio meno riuscito dell'intera esalogia, vuoi per una certa pesantezza nell'intreccio e nel ritmo, vuoi per alcune decisioni discutibili (come la presenza dell'odiato Jar Jar Binks o la scelta di rendere il misticismo della Forza in chiave più "scientifica"). A vantaggio del film, va senz'altro l'approccio genuinamente cinefilo che resta una delle componenti più interessanti dello stile di Lucas e si concretizza nella sequenza più spettacolare, la corsa degli sgusci, che cita nello stesso tempo le battaglie spaziali dei precedenti episodi e la celebre corsa delle bighe di Ben-Hur. La scena topica resta comunque il formidabile scontro tra i due Jedi e il sith Darth Maul, peraltro accompagnata da uno dei migliori temi scritti dal compositore John Williams, storico autore della colonna sonora.

Che dire, infine, della visione in 3D? Come in tutti i film non girati direttamente in stereoscopia, questa tecnologia appare inevitabilmente limitata nella sua essenza; nel contempo, Lucas ha espressamente optato per un 3D che non fosse troppo invasivo, spesso addirittura "invisibile", se non nelle scene di maggior spettacolo e nella sequenza mozzafiato dei celebri titoli iniziali. Del resto, la vera opportunità è quella di vedere (e per molti è la prima volta) tutti i capitoli sul grande schermo. Spiace anzi che l'operazione si spalmi sull'arco dei sei anni: perciò che la Forza, e la pazienza, sia con voi.

                     

 

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