Millennium-uomini-che-odiano-le-donne

Le major possono restare indifferenti di fronte a 65 milioni di copie vendute nel mondo? Ovviamente no e per questo dopo soli tre anni dalla prima trasposizione autoctona, arriva nelle sale Millennium: Uomini che odiano le donne diretto da David Fincher. La caratura del regista e dello sceneggiatore (il premio Oscar Steven Zaillian) ci suggerisce che difficilmente si potrà parlare di semplice remake dell'omonima pellicola diretta dallo svedese Oplev. Si tratta di qualcosa di nuovo, qualcosa che potrebbe dare al caso letterario di Stieg Larsson degna vita sullo schermo.

 

 

Dopo gli ipnotici titoli di testa (accompagnati da un'interessante versione di Immigrant Song cantata da Karen O), lo spettatore rivive le vicissitudini di Mikael Blomkvistz (Daniel Craig) e Lisbeth Salander (Rooney Mara), personaggi dalle vite parallele e allo stesso tempo distanti quanto il giorno e la notte. Destinati a non incontrarsi mai, i protagonisti uniscono inaspettatamente le rispettive capacità investigative per sbrigliare un complesso caso irrisolto, dove una ragazza (Harriet Vanger) scomparve nel nulla. Ogni tentativo di scoprire la verità svanisce nell'intreccio della famiglia Vanger, dove svettano il nonno Henrik (Christopher Plummer) e il fratello Martin (Stellan Skarsgard).

Dopo aver sceneggiato Schindler's List e il più recente Moneyball, Zaillian riassume superbamente il romanzo di Larsson e consegna al regista un copione pronto per essere girato. Nonostante si tratti di un film su commissione, Fincher va sul sicuro condensando le esperienze passate: ripesca l'atmosfera dark di Seven, il ritmo altalenante e sfinente di Zodiac e le crude sequenze di Fight Club.

Il vero colpo da fuoriclasse è la caratterizzazione dei personaggi: l'interpretazione di Rooney Mara e Danile Craig (più affascinante con gli occhialini e il maglione che con il Martini e lo smoking) ha un plusvalore contenutistico molto interessante. Gli sguardi comunicano più delle parole e svelano dei retroscena importanti sul passato dei protagonisti. Seppur positiva, la Lisbeth di Noomi Rapace non regge il confronto con la soffocante interpretazione della Mara (candidata agli Oscar come miglior attrice protagonista), incredibilmente cambiata rispetto al ruolo ricoperto in The Social Network (dove vestiva i panni della fidanzata di Mark Zuckerberg - Jesse Eisenberg).

Millennium - Uomini che odiano le donne ha un ritmo incalzante, di cui lo spettatore sarà pienamente soddisfatto. Per fortuna non viene snaturata l'inerzia originale del romanzo, come avvenne nel precedente film uscito nel 2009. L'unico interrogativo riguarda la durata: gli italiani saranno disposti a passare 160 minuti in compagnia della “più detestabile famiglia mai conosciuta?”.

               

 

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