i-muppet

 

C'è un edificio da salvare, una band da riunire, una serata di beneficenza da organizzare in fretta, coreografie coloratissime, numeri musicali vivaci, una serie di comparse illustri: il tutto condito da un umorismo demenziale e da una spruzzata di surrealismo. Ma, nonostante le apparenze, non stiamo parlando dei Blues Brothers: i nostri eroi del momento sono alti in media quaranta centimetri e rivestiti in pannolenci. Si tratta dei sempreverdi (è il caso di dirlo, specialmente se pensiamo al leader Kermit) Muppet che tornano al cinema, dopo che i loro ultimi due lungometraggi erano stati destinati esclusivamente al piccolo schermo.

 

 

Ed è un ritorno in grande stile, che non fa mancare niente ai fan di lungo corso, riuscendo allo stesso tempo a coinvolgere nell'universo multiforme delle marionette più famose del mondo anche i nuovi spettatori.

 

A volere fortemente il progetto è stato il protagonista “umano”, Jason Segel, che firma la sceneggiatura insieme a Nicholas Stoller, originariamente scelto per dirigere la pellicola, poi affidata invece a James Bobin.

 

Entusiasta delle bizzarre creature, Segel si ritaglia l'inusuale ruolo di fidanzato modello della zuccherosa Mary (la canterina Amy Adams) e fratello premuroso di un pupazzo, Walter, in tutto e per tutto simile ai Muppet televisivi, che idolatra. Il buffo terzetto, in vacanza a Los Angeles, scoprirà che la stella di pezza di Kermit e compagni è tramontata da tempo e che un cattivissimo da antologia (un molto sardonico Chris Cooper) vuole radere al suolo il vecchio Muppet Theatre, sotto al quale si trova un ricco giacimento di petrolio. Ci sono solo dieci giorni di tempo per riunire la vecchia banda e cercare di mettere insieme i soldi per ricomprare l'edificio: l'impresa è disperata, ma con i Muppets tutto è possibile, anche convincere Miss Piggy a lasciare il suo posto di redattrice di moda a Parigi.

 

Le celebrità sembrano fare a gara per affacciarsi al caleidoscopio dei comici più lanuginosi di sempre: da Dave Grohl che imita Animal, a Jack Black, ostaggio per beneficenza, da Zach Galifianakis, homeless in platea, ad Alan Arkin, stanca guida alle vecchie glorie, l'elenco è sterminato e comprende anche Emily Blunt e Whoopi Goldberg.

 

I numeri musicali si succedono alle gag esilaranti, mentre al plot principale si affianca la tragicomica vicenda di Walter, costretto ad affrontare una pesante crisi di identità che lo vede scisso tra la sua discendenza umana e la sua inequivocabile natura di Muppet, in una sorta di demenziale “richiamo della foresta”. Il tutto viene traghettato verso un esplosivo gran finale, venato di buonismo, ma di quello che non fa male, fino a condurre gli aficionados all'immancabile Manah-Manah di coda.

 

Unica nota negativa all'edizione italiana: le tante canzoni, interpretate con stile, non solo dai pupazzi ma anche dagli umani, avrebbero dovuto essere proposte nella versione originale sottotitolata. La traduzione infatti suona spesso stiracchiata e il sincrono non è d'eccezione.

 

Ciononostante, in un momento in cui il puro intrattenimento di qualità sembra non esistere più e in cui la comicità cinematografica è sempre più spesso affidata a personaggi televisivi che è eufemistico definire mediocri e inconsistenti, ben venga il ritorno della pelosa dozzina, capace di graffiare, oltre che di far ridere, ma senza fare troppo male.

Siamo tutti in missione per conto di Kermit.

 

 

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