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Nel dicembre 2016, la giornalista siriana Waad Al-Khateab era costretta a lasciare Aleppo, insieme al marito Hamza, medico dell'ospedale di Al Quds, e alla loro figlia Sama, dopo cinque anni passati nel fronte più duro della guerra civile, nei quartieri ribelli martoriati dai bombardamenti. Cinque anni che Waad ha raccontato quotidianamente filmando gli orrori del conflitto con la sua telecamera: quelle immagini sono diventate un film di produzione britannica, il potentissimo Alla mia piccola Sama, straordinario documento storico che ha fatto il giro del mondo, ha vinto un Bafta ed è stato candidato agli Oscar come miglior documentario.

La regista si rivolge direttamente alla sua bambina, nata sotto le bombe del regime, per spiegarle le ragioni che hanno spinto lei e il marito a restare nella città siriana, anche nei mesi più drammatici dell'assedio. In tempi in cui la guerra civile siriana è diventata un argomento di secondo piano, Alla mia piccola Sama ci riporta drammaticamente nel cuore di uno dei drammi più atroci della storia recente, con la forza dirompente del cinema del reale. Costantemente accompagnato dalla voce narrante della Al-Khateab che dialoga con Sama, il film è un autentico pugno nello stomaco che mostra senza censure la mostruosità della guerra ma riesce al tempo stesso a non indugiare sul pietismo o sulla retorica.

Sangue, lacrime, corpi straziati: il doc, costantemente squassato dai rumori delle bombe, non ci risparmia nulla sull'infinita tragedia vissuta dagli abitanti di Aleppo, insistendo in particolar modo sugli effetti subiti dai bambini. Al tempo stesso, Waad Al-Khateab riesce a cogliere i sorrisi, le risate, i tentativi ostinati della sua famiglia e dei suoi amici di condurre una vita il più possibile normale in una situazione così estrema.

Autentico, lucido e straordinario squarcio di umanità, Alla mia piccola Sama è un film necessario nonostante la crudezza delle immagini, a tratti davvero insostenibile come nel caso della scena che mostra un drammatico parto cesareo: una sequenza sconvolgente ma straordinaria dal punto di vista giornalistico (e cinematografico).

Voto: 3/4

 

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