Birds-of-Prey-film

Che Suicide Squad potesse essere un film da cui partire per realizzare un progetto che potesse avere un senso ci si sperava profondamente. Fortunatamente questa speranza trova conferma in Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn), pellicola pronta a prendere uno dei personaggi più forti, con più carisma e più prospettiva di Suicide Squad e renderla protagonista del suo coloratissimo mondo.

La regia di Cathy Yan (prima regista asiatica a dirigere un cinecomic) punta a mostrare il mondo proprio dalla prospettiva della protagonista, usando quindi un filtro tragicomico, contraddistinto da colori sgargianti, un mare di brillantini e mani sempre pronte a menare chiunque ostacoli il cammino di Harley e la sua rinascita.

Perché nessuno può mettere Harley (Margot Robbie) in un angolo, nemmeno uno dei personaggi più malvagi di Gotham, Roman Sionis (Ewan McGregor). Se poi ci si aggiungono anche Huntress (Mary Elizabeth Winstead), Black Canary (Jurnee Smollett-Bell), Renee Montoya (Rosie Perez) e Cassandra “Cass” Cain (Ella Jay Basco) allora la rinascita di Harley può dirsi completa, in quanto persona, in quanto personaggio.

La trama del film, che viene raccontata grazie ad un sapiente utilizzo di flashback e flashforward, vede però una divisione in due parti: la prima parte del film è forse quella più personale, quella più ancorata al personaggio di Harley, che vuole mettere in scena tutte le sue sfaccettature, che rende alla protagonista quella patina iconica che meriterebbe. Una personalità che, man mano che procede il film, sembra perdersi, diventando quasi assente quando da solista, Harley diventa parte del coro Birds of Prey.

Eppure, un film del genere sarebbe difficilmente immaginabile senza Margot Robbie nei panni della protagonista e per un valido motivo: a dispetto di altri personaggi tratti dai fumetti e resi sul grande schermo, la Robbie interpreta davvero il personaggio. Non restituisce una macchietta, una caricatura o un appannaggio del personaggio, ma lo rilegge in una chiave tutta sua, una Harley paragonabile ad una di quelle caramelle caramelle frizzanti, che da fuori sembrano non avere niente di più di quanto già visto, ma che una volta assaggiate di scopre un mondo che non ci aspettava, così coinvolgente e che stuzzica il divertimento.

Un film azzeccato dall’attrice australiana, anche in termini che vanno oltre la recitazione, dato che Birds of Prey (e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn) è un progetto da lei supportato in primis, in quanto anche produttrice della pellicola.

Voto: 2,5/4

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