lodge

L'adolescente Aidan (Jaeden Martell) e la sorellina Mia (Lia McHugh) vengono convinti dal padre Richard (Richard Armitage) a trascorrere il periodo delle vacanze natalizie in un'isolata baita in montagna. Con loro viene anche invitata Grace (Riley Keough), nuova compagna del padre con cui i due figli non sono in buoni rapporti. Dopo che un impegno di lavoro allontana Richard dalla famiglia, Grace, Aidan e Mia sono costretti a trascorrere le vacanze assieme nella casa. Ben presto però strani e misteriosi avvenimenti turberanno la permanenza nella baita.

Presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival 2019 e selezionato dal Torino Film Festival 2019 nella sezione After Hours, The Lodge è il secondo film scritto (assieme a Sergio Casci) e diretto dalla coppia Veronika Franz e Severin Fiala, dopo l'interessante Goodnight Mommy nel 2014. 

Con una sequenza iniziale subito forte e sconvolgente sia per impatto visivo che per sviluppo narrativo, The Lodge si presenta come un solido thriller/horror sicuro delle sue certezze e delle sue intenzioni. Avvolto in una regia asettica e glaciale e costruito su una messa in scena tanto semplice e minimale quanto efficace nel trasferire suggestioni orrorifiche, The Lodge riesce a sfruttare in maniera notevole l'unico set su cui è composto il plot, la grande e misteriosa baita su cui gira tutto il film. Pieno di simbolismi e a volte spiazzante, il film cattura con la costruzione di un'atmosfera davvero inquietante e sottilmente mortifera, dove il duo Franz e Fiala gestisce senza strafare i momenti di tensione.

Un film dall'anima cattiva, mai davvero calmo e sempre sul filo di una reale sensazione di paura e terrore (ma senza trucchi o jumpscare messi a tavolino), ma che lavora benissimo per atmosfere e tensione e che sa usare anche come arma di genere il tappeto sonoro, che amplifica i dettagli e l'effetto disturbante del film. Un horror thriller tutto di sensazione che viaggia im una struttura narrativa che passa dal reale all'onirico, senza dare troppi riferimenti allo spettatore.

Un'opera particolare con una sceneggiatura che forse strania ma riesce a entrare dentro per inquietudine, un film sull'ossessione di fantasmi reali, di morti che turbano l'esistenza dei vivi. The Lodge parla del senso di colpa che ritorna sotto forma di male puro, e sull'impossibilità di sfuggire agli incubi del passato.

Voto: 2,5/4

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