Interviste

IL CALENDARIO DI NOVEMBRE 2019

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Scorsese, Polanski, Allen: cosa chiedere di più a questo calendario delle uscite in sala di novembre? Un mese ricchissimo, che vede anche il ritorno di Ken Loach, di Frozen, l'arrivo della Palma d'Oro Parasite e di un atteso film d'animazione italiano come La famosa invasione degli orsi. Senza dimenticare che anche gli attori possono tirare fuori doti da regista, come dimostrano i casi di Edward Norton, Casey Affleck e Marco Bocci. Di seguito, tutte le uscite del mese.
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Sono passati 27 anni dalla distruzione di Skynet e dall'aver impedito il Giorno del Giudizio: l'umanità ha evitato l'estinzione e la schiavitù delle Macchine. A città del Messico, una giovane ragazza di nome Daniella Ramos (Natalia Reyes) è l'obiettivo di uno spietato Terminator modello Rev 9 (Gabriel Luna), venuto nel presente con l'intento di ucciderla. Daniella viene salvata da Grace (Mackenzie Davis) una guerriera umanoide venuta dal futuro con l'incarico di proteggere la ragazza. Nell'intento di fuggire dal Rev 9, le due incontrano Sarah Connor (Linda Hamilton), la responsabile della distruzione di Skynet, e che ora vive da reietta dando la caccia ai Terminator. Le tre donne per sconfiggere il Rev 9 e salvare il futuro, dovranno rivolgersi a una vecchia conoscenza di Sarah, il Terminator T-800 (Arnold Schwarzenegger).

A distanza di 4 anni dall'ultimo film, il reboot Terminator Genesys, Terminator – Destino Oscuro, seguito diretto dei primi due film diretti proprio da Cameron: Terminator (1984) e Terminator – Il giorno del giudizio (1991). Diretto dal regista Tim Miller (Deadpool, 2016) questo terzo e ultimo capitolodella serie principale si slega totalmente dalle produzioni posteriori del franchise a partire da Terminator – Macchine Ribelli, Terminator Salvation e dalla serie televisiva The Sarah Connor Chronichles. Il film che vede il ritorno nel cast di Linda Hamilton e Arnold Schwarzenegger è basato su un soggetto di James Cameron, Charles Eglee, Josh Friedman, David S.Goyer e Justin Rhodes ed è sceneggiato da Goyer, Rhodes e Billy Ray.

Terminator – Destino Oscuro riprende le fila dove aveva lasciato nel 1991 Judgment Day, con un incipit/prologo che si lega in modo diretto al capolavoro firmato Cameron e che narrativamente prova a scompigliare le carte della serie. Sono passati 27 anni e Skynet è stata sconfitta (o meglio non è mai iniziata) e l'umanità ha potuto prosperare, ma da un nuovo futuro apocalittico una nuova razza di Terminator giunge nel presente per minacciare nuovamente una possibile nuova rivolta e dominio delle macchine. Da questa premessa riparte Tim Miller che con Terminator – Destino Oscuro imbastisce un discreto action Sci/Fi, nel tentativo di dialogare sia coi primi due capitoli ed esserne una chiusura, sia di trovare una propria identità con nuovi personaggi. La copertura maggiore di un'operazione come Terminator – Destino Oscuro è infatti il suo immaginario di riflesso, che non innova e ricalca estetiche e trovate stilistiche già presenti nei primi due film.

L'effetto nostalgico pare prevalere e si fa anche preferire, perché il film fatica a raccontare di suo qualcosa di nuovo e la sensazione di un'opera non necessaria e alla fine inutile nello sviluppo della serie è forte. Registicamente decoroso (buona la sequenza dell'inseguimento in Messico) e con una messa in scena senza grandi picchi, Destino Oscuro è costretto in una sceneggiatura poco vispa e che si limita a una struttura a ripetere poco coinvolgente, dove cambiano nomi di personaggi, di robot o di sistemi ma la sostanza resta la stessa. Purtroppo il film appassiona poco anche dal lato spettacolare, con un ritmo che stenta ad ingranare, nuovi personaggi poco interessanti (il tutto pare condito con l'idea del déja vu e di una trama fintamente aggiornata) e un atto finale che ha un andamento soporifero, poco incline anche a trasferire tensione o malinconia. Terminator – Destino Oscuro non dice molto e non lo dice in modo troppo convinto, manca del fatalismo drammatico e della forza narrativa dei film a cui si appoggia. E non può bastare il carisma di una brava Linda Hamiton a riprendere i panni di Sarah Connor e del redivivo T-800 di Schwarzenegger per dare senso a un film fin troppo debole e anonimo.

Voto: 2/4

 

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