Interviste

IL CALENDARIO DI OTTOBRE 2019

ottobre-2019
 
 
Ricchissimo il calendario di ottobre delle uscite cinematografiche, a partire dall'attesissimo Joker, recente Leone d'Oro a Venezia. Questo mese escono però anche Le verità di Hirokazu Kore-Eda, lo spin off de Il grande LebowskiThe Jesus Rolls - Quintana è tornato di John Turturro, il nuovo Terminator, e interessanti opere italiane come il nuovo thriller di Donato Carrisi (con Toni Servillo e Dustin Hoffman) e l'ultima pellicola di Salvatores.
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Il "sindaco" del Rione Sanità di Napoli è Antonio Barracano (Francesco Di Leva), autorità super partes, pronto ad aiutare chiunque si rivolga a lui e ad appianare conflitti. Quando Rafiluccio Santaniello, figlio del fornaio (Massimiliano Gallo), si presenta nella sua dimora deciso a uccidere il padre, Don Antonio interviene come di consueto per cercare di risolvere la faccenda. Dopo il passaggio in concorso a Venezia, arriva in sala per soli tre giorni Il sindaco del Rione Sanità di Mario Martone, adattamento di un suo spettacolo teatrale, tratto da un testo di Eduardo De Filippo e rivisitato in chiave contemporanea.

Allontanadosi dalle atmosfere già viste inaltri prodotti affini, Martone si concentra sull'unità di tempo tipica del teatro, una giornata, restituendo le abitudini di un uomo alienato dalla società ma, allo stesso tempo, centro nevralgico degli affari del suo Rione.

Attraverso questo suo ruolo centrale, Don Antonio mette in mostra tutte le sue caratteristiche, i suoi valori, i suoi difetti. La modifica più evidente rispetto all'originale di De Filippo riguarda proprio il personaggio del "Sindaco" che, da settantenne, diventa giovane, fisicamente forte e in forma, istintivo e animalesco, ma anche consapevole della posizione che ricopre e della necessità di mantenere l'ordine.

Francesco Di Leva, già presente nella produzione teatrale, è completamente a suo agio nel ruolo del protagonista e, accanto a lui, l'intero cast veste i panni dei personaggi alla perfezione, muovendosi in sintonia e dando fluidità al racconto.

La messa in scena comincia con diversi connotati teatrali ma riesce ad abbandonarli progressivamente con il procedere della narrazione. Nonostante tutto, però, il film di Martone risulta irrimediabilmente diviso in due parti: una prima metà più pesante e lenta, e una seconda, capace di crescere in modo continuo e convincente, partendo dalla scena del dialogo fra Don Antonio e il fornaio sulla terrazza, limpida chiave di volta del racconto, per arrivare a un finale carico di potenza.

Voto: 2,5/4

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