Interviste

IL CALENDARIO DI OTTOBRE 2019

ottobre-2019
 
 
Ricchissimo il calendario di ottobre delle uscite cinematografiche, a partire dall'attesissimo Joker, recente Leone d'Oro a Venezia. Questo mese escono però anche Le verità di Hirokazu Kore-Eda, lo spin off de Il grande LebowskiThe Jesus Rolls - Quintana è tornato di John Turturro, il nuovo Terminator, e interessanti opere italiane come il nuovo thriller di Donato Carrisi (con Toni Servillo e Dustin Hoffman) e l'ultima pellicola di Salvatores.
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 diegomaradona

Tra gli innumerevoli prodotti cinematografici su Diego Armando Maradona, spicca senza ombra di dubbio il documentario di Kusturica del 2008, ma quest’anno, quasi a sorpresa, il premio Oscar Asif Kapadia ha presentato a Cannes un lavoro altrettanto ben fatto quanto diverso, sul calciatore campione del mondo più forte e trasgressivo di tutti i tempi. Sul “Dio del calcio” si è già detto tutto, infatti il regista cerca con fatica un nuovo punto di vista per raccontare la storia di Maradona, quello che più lo agevola sono le 500 ore di filmati, per lo più inediti, tagliati e montati per rendere il documentario classico e cronologico.

Come per Amy e Senna, Kapadia racconta la storia attraverso materiale d'archivio e una voice over, ma a differenza dei lavori precedenti, qui ha a che fare con un soggetto ancora in vita e che può quindi intervistare direttamente. Maradona però non si dimostra un gran interlocutore così tutto ciò che il regista può fare è affidarsi ai suoi amici, alla famiglia e alle ex fidanzate, decidendo di concentrare il racconto agli anni ben documentati in cui Diego Maradona ha giocato nel Napoli.

Asif Kapadia riesce a descrivere il caos in cui viveva Maradona, che se pur in campo era un genio che riuscì a far vedere al mondo qualcosa che nessuno mai aveva fatto nello sport del calcio, vincendo quasi da solo due campionati col Napoli e una Coppa del Mondo con l’Argentina a Messico ’86, fuori nella vita privata era un ribelle, moralmente disonesto e trasgressivo. Più volte infatti interviene Signorini, l’allenatore di Maradona, che lo descrive con due personalità ben distinte: Diego, un povero ragazzo proveniente dalla peggiore e più povera favela della capitale argentina, un bravo ragazzo estremamente legato alla famiglia e alla sua fidanzata, e Maradona la figura pubblica e carismatica, il campione, il calciatore più forte del Mondo succube di un ego fortissimo.

Diego Maradona inizia con la sua consacrazione, il 5 luglio del 1984 infatti arriva a Napoli. Prosegue poi con un dipinto affogante del popolo napoletano nei suoi confronti che lo venerano a tal punto da portare nel cuore più lui che San Gennaro. Un atteggiamento così soffocante però, che portano il calciatore all’esasperazione. Kapadia a questo punto si concentra maggiormente nel descrivere la caduta nel baratro di Maradona, la sua relazione con la Camorra, l’uso di cocaina, che nel descrivere l’amore profondo che ha legato lui alla città e viceversa. Quello che più gli riesce però, attraverso delle stupende immagini di repertorio sugli allenamenti di Diego Maradona, è farci sentire nel profondo del cuore, l’immenso e unico genio che quest’uomo è stato. Gli si perdonerà sempre tutto per quello che ha regalato al mondo del calcio. Un nuovo modo di intendere e interpretare il gioco del pallone e quasi riuscendo a cambiare le leggi stesse della fisica, perché quello che faceva con il pallone tra i piedi non era mai stato visto e mai più si vedrà.

Voto: 2,5/4

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