Interviste

IL CALENDARIO DI OTTOBRE 2019

ottobre-2019
 
 
Ricchissimo il calendario di ottobre delle uscite cinematografiche, a partire dall'attesissimo Joker, recente Leone d'Oro a Venezia. Questo mese escono però anche Le verità di Hirokazu Kore-Eda, lo spin off de Il grande LebowskiThe Jesus Rolls - Quintana è tornato di John Turturro, il nuovo Terminator, e interessanti opere italiane come il nuovo thriller di Donato Carrisi (con Toni Servillo e Dustin Hoffman) e l'ultima pellicola di Salvatores.
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Per i fan di Brad Pitt, del regista James Gray e non solo, Ad Astra è decisamente uno dei film più attesi e importanti dell'anno. Saltata la presenza a Cannes, a dispetto dei pronostici, il kolossal che scrive un nuovo capitolo nell'ambito della fantascienza "adulta" à la 2001. Odissea nello spazio è stato presentato in anteprima nel concorso della 76esima Mostra del Cinema di Venezia. Tour de force attoriale per un Pitt che chiaramente punta a una nomination all'Oscar, il nuovo film del regista di I padroni della notte e Civiltà perduta delude purtroppo le aspettative. 

Da sempre teso a declinare il cinema di genere alla sua sensibilità autoriale, Gray prova a fare lo stesso con la sci-fi che, al di là della spettacolarità visiva (motivo per cui si consiglia la visione sul grande schermo), è un mero scenario per raccontare un dramma psicologico su un rapporto irrisolto tra padre e figlio. In un futuro prossimo, l'astronauta Roy McBride (Pitt) è incaricato di mettersi in contatto con il padre Clifford (Tommy Lee Jones): scomparso anni prima in una missione spaziale, sarebbe ancora vivo e dalla sua nave nei pressi di Nettuno minaccerebbe l'esistenza stessa della Terra. 

Per quella che lo stesso Gray, a Venezia, ha definito "una storia piccolissima, molto personale, che avesse come sfondo il macrocosmo, l’infinito”, le premesse erano notevoli; peccato che in gran parte siano state disattese. Al netto di una fascinosa ricercatezza visuale, Ad Astra si pone come un'opera derivativa e scarsamente originale. Difficile non pensare ad opere similari recenti come Interstellar, Gravity e The Martian o, per le atmosfere e le musiche, persino a Blade Runner. E non ci sarebbe nulla di male, nel tracciare una parentela con i titoli succitati, se non fosse che il film di Gray non aggiunge nulla a questo percorso interno al genere fantascientifico.

Estenuante nei suoi "soli" 120 minuti di durata, Ad Astra si muove faticosamente nel racconto - ridotto all'osso - di un tormento edipico e di una missione per salvare il mondo, costantemente accompagnato dalla voce over del suo protagonista e che poggia interamente sulle spalle di Pitt. Tutti gli altri personaggi, a partire dallo stesso Tommy Lee Jones, sono secondari e risultano decisamente sprecati divi come Donald Sutherland e Liv Tyler, utilizzati sostanzialmente per lo spazio di due camei. Ciò che dispiace maggiormente, per paradosso, è proprio il fatto che la performance di Pitt, accuratamente studiata per attirare premi, risulti affaticata e non convincente quanto altre sue prove precedenti (Bastardi senza gloria di Tarantino in primis). Insomma, un'occasione, almeno in parte, persa. Peccato.

Voto: 2/4 

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