Interviste

IL CALENDARIO DI SETTEMBRE 2019

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Dopo mesi estivi piuttosto fortunati, soprattutto grazie agli incassi de Il re leone, la stagione cinetografica entra nel vivo con i tantissimi film in uscita a settembre. Tra i più attesi, certamente Martin Eden con Luca Marinelli, il secondo capitolo di It, C'era una volta... a Hollywood di Quentin Tarantino e Ad Astra con Brad Pitt. Eccovi il calendario completo.

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Ventisette anni dopo lo scontro con It alias Pennywise il clown ballerino (Bill Skarsgård), i membri del Club dei Perdenti sono ormai separati e impegnati a gestire faticosamente le proprie esistenze. La chiamata di Mike (Isaiah Mustafa) li riporta a Derry: It è tornato, e con esso la morte e l'orrore. La battaglia finale avrà un costo altissimo.

"Allora vai senza perdere altro tempo, vai veloce mentre l'ultima luce si spegne, vattene da Derry, allontanati dal ricordo... ma non dal desiderio. Quello resta, tutto ciò che eravamo e tutto ciò che credevamo da bambini, tutto quello che brillava nei nostri occhi quando eravamo sperduti e il vento soffiava nella notte. Parti e cerca di continuare a sorridere. Trovati un po' di rock and roll alla radio e vai verso tutta la vita che c'è con tutto il coraggio che riesci a trovare e tutta la fiducia che riesci ad alimentare. Sii valoroso, sii coraggioso, resisti. Tutto il resto è buio".

Dopo lo straripante successo del primo capitolo (maggior incasso horror nella storia del botteghino), datato 2017, l'attesa sfiorava il parossismo, così come le aspettative: enorme era la curiosità, per appassionati kinghiani e non, di assistere all'evoluzione e alla maturazione dei losers, di conoscere le conseguenze che la presenza demoniaca di It aveva avuto sulle loro vite e le reazioni alla notizia del Ritorno. L'eterno Ritorno del Mostro, un ciclo continuo e inarrestabile, un tema prediletto dallo scrittore del Maine.

Andy Muschietti, di nuovo dietro la macchina da presa, fa quel che può e tenta di rimaneggiare la materia di base rendendola dinamica per il grande schermo: ciò che ne emerge è una sorta di seduta psicanalitica collettiva, in cui i protagonisti affrontano i traumi del passato tentando di fare i conti con l'inconscio. Scelta coerente, ma non esente da una certa dose di furbizia: come rendere lo scontro con “la Divoratrice di Mondi” e le sue origini, che nelle pagine di King mostrano una matrice mentale e metafisica? Semplificando il tutto e concentrandosi sulle personalità problematiche del singolo.

Il risultato, sospeso tra la volontà di rispettare l'essenza del romanzo e la necessità di rendere il tutto fruibile al grande pubblico, convince a metà, proprio a causa dell'impossibilità (visiva) di trasporre il corpus concettuale del testo, un testo colmo di ambiguità e sfumature nell'indagine del concetto stesso di Male, un Male Universale (radicato nel mondo e nell'umanità) e soggettivo (ciò che è sepolto dentro di noi). Il coraggio, in ogni caso, non manca e alcune sequenze colpiscono nel segno, dall'incontro-scontro tra Richie adulto (Bill Hader) e Pennywise, vero e proprio incubo a occhi aperti, alla materializzazione delle peggiori paure di Ben (Jeremy Ray Taylor da bambino, Jay Ryan da adulto), focalizzate sull'amata Beverly (Sophia Lillis da bambina, Jessica Chastain da adulta).

L'impressione generale è però quella di un'occasione mancata, anche a causa di un uso non propriamente calzante del cast (sprecati e spaesati i pesi massimi James McAvoy, che interpreta Bill adulto, e Chastain). In compenso i camei sono da urlo: Xavier Dolan veste i panni (fortemente voluti) di Adrian Mellon, Peter Bogdanovich è il regista che adatta un romanzo di Bill, lo stesso King è il proprietario di un negozio dell'usato che regala alcune battute memorabilmente autoironiche.

Voto: 2/4

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