Interviste

IL CALENDARIO DI OTTOBRE 2019

ottobre-2019
 
 
Ricchissimo il calendario di ottobre delle uscite cinematografiche, a partire dall'attesissimo Joker, recente Leone d'Oro a Venezia. Questo mese escono però anche Le verità di Hirokazu Kore-Eda, lo spin off de Il grande LebowskiThe Jesus Rolls - Quintana è tornato di John Turturro, il nuovo Terminator, e interessanti opere italiane come il nuovo thriller di Donato Carrisi (con Toni Servillo e Dustin Hoffman) e l'ultima pellicola di Salvatores.
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Lion King

Quando il piccolo leoncino Simba, figlio del Re Mufasa e della Regina Sarabi, viene presentato alla savana, è occasione di festa per tutto il regno. O quasi, perché Scar, fratello del Re consumato dall’invidia e dal desiderio d’essere sovrano, trama assieme alle Iene per poter prendere lui il potere.

Dopo l’eccellente e sorprendente prova offerta con The Jungle Book, Jon Favreau torna dietro alla macchina da presa per un nuovo adattamento dai Classici Disney: a 25 anni di distanza, Il Re Leone torna nelle sale. Non si può dire in live action, visto che si tratta comunque di un’opera realizzata quasi totalmente in digitale, ma l’effetto di meraviglia e stupore sin dalle prime sequenze deriva proprio dall’estremo realismo delle immagini, tanto curate da sembrare documentaristiche. Eppure è un sentimento che si mescola alla sensazione di trovarsi di fronte ad una riproposizione del Classico frame-by-frame, ed è un timore confermato con il passare dei minuti in cui è possibile rendersi conto che non si aggiunge nulla al film del 1994, anzi, a tratti la versione di Favreau perde in epicità e magia.

The Lion King è come un meraviglioso pacchetto regalo di cui, tuttavia, si conosce già il contenuto: nessuna sorpresa, nessun guizzo particolare. Ecco il difetto maggiore di un film da cui era lecito aspettarsi di più, soprattutto considerato quanto di buono fatto con The Jungle Book, in cui aveva approfondito maggiormente alcuni personaggi, regalando alcune sequenze davvero memorabili. Non succede con Il Re Leone, dove l’incanto deriva per la maggior parte dai ricordi che riemergono dal Classico, oltre che, giusto ribadirlo, da una fotografia e una cura estetica impressionanti, vero valore aggiunto dell’opera. Il doppiaggio italiano, inoltre, non è sicuramente all’altezza dell’originale, nonostante le buone prove di Massimo Popolizio e Luca Ward, rispettivamente voci di Scar e Mufasa. La colonna sonora è rimasta pressoché identica all’originale, con la sola aggiunta di una canzone di Nala cantata da Beyoncé, che dà anche la voce alla leonessa, e interpretata da Elisa nella versione italiana.

Voto: 2/4

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