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Le leggende hanno un sapore diverso nell’Europa del XXI secolo. Joe Cornish, per la seconda volta alla regia dopo Attack the Block – Invasione aliena (2011), riscrive a suo modo quello che è forse il più famoso tra i miti: re Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda. Nell’Inghilterra di oggi, un ragazzino di nome Alex (Louis Ashbourne Serkis, figlio dell’attore Andy, il Gollum della trilogia The Lord of the Rings) ritrova in un cantiere una spada, che scoprirà essere la celebre Excalibur. Novello re Artù affiancato dai fidi cavalieri-compagni di scuola, Alex affronterà la temibile Morgana (Rebecca Ferguson) e il suo esercito di mostri.

Cornish non esita a citare, e ad ammiccare ai grandi registi degli anni ‘80, nel realizzare una pellicola divertente e originale. L’influenza dell’E.T. di Spielberg è dichiarata dallo stesso regista, che si dimostra abile nel ritagliarsi uno spazio nell’ampio filone dei teen-movies: da I Goonies a Stand by Me, fino alla più recente serie Stranger Things.

 

L’operazione nostalgia funziona e il film si rivela un buon fantasy per le famiglie, seppur troppo lungo e a tratti ridondante. Il giovane mago Merlino (Angus Imrie) e soprattutto la sua versione adulta (Sir Patrick Stewart) convincono, nonostante la maglia dei Led Zeppelin al posto del mantello; così come il resto del cast, credibile e diretto.

 

Belle le scene ambientate tra le mura scolastiche, molto meno quelle girate nel regno sotterraneo di Morgana, dove gli effetti speciali e i momenti di azione scarseggiano di forza e di originalità. Come sempre, i buoni sentimenti trionfano, la lealtà vince sul male e la magia si disperde nella quotidianità di un’amicizia o di un rapporto familiare.

 

Il film è nel complesso godibile, ma tanto si sarebbe potuto dire di più, viste le premesse, sull’Europa dei giorni nostri. Non mancano i cenni al Regno Unito della Brexit, né manca la fiducia nei giovani, oggi più che mai alla ricerca di un leader, che sia re Artù o Greta Thunberg.

 

Purtroppo, solo cenni: a un futuro tutto da scrivere.

Voto: 2/4

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