Interviste

LE USCITE IN SALA DI APRILE 2019

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Aprile è un mese davvero denso di uscite in sala: il film più atteso dalla nostra redazione è Avengers: Endgame, capitolo conclusivo della saga Marvel sui Vendicatori, ma al cinema escono anche l'acclamato horror Noi di Jordan Peele, il ritorno di Nadine Labaki con Cafarnao e il reboot Hellboy di Neil Marshall. Insomma, ce n'è per tutti i gusti! Eccovi l'elenco completo dei titoli:
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2028: la Terra è stata invasa da dieci anni da forze aliene che hanno preso il controllo del pianeta e dei governi mondiali. La maggioranza della popolazione viene sfruttata dagli stessi alieni per costruire habitat sotterranei, chiamati “Zone Chiuse” e inaccessibili agli esseri umani. Mentre parte dell'umanità si schiera a favore dei Legislatori (gli alieni che comandano leggi e regole sulla Terra) e lavora per loro, a Chicago una cellula ribelle prova ad organizzarsi per colpire gli invasori e dare inizio a una guerra tra alieni e umanità.

A 5 anni di distanza da The Gambler, il regista britannico Rupert Wyatt (Prisone Escape e L'alba del pianeta delle scimmie), torna dietro la macchina da presa per il fantascientifico Captive State. Scritto dallo stesso Wyatt assieme ad Erica Beeney, Captive State vede nel cast John Goodman, Vera Farmiga e il giovane Ashton Sanders.

Con un incipit in medias res ambientato nel passato per poi spostare la vicenda 9 anni dopo nel 2028 a invasione aliena compiuta, Captive State si presenta come un Sci/Fi thriller dall'approccio al genere piuttosto convenzionale, con un immaginario non nuovo che però incuriosisce per la sua asciuttezza, più vicino a un thriller metropolitano dove la componente da fantascienza è trattenuta e gli alieni vengono mostrati meno del previsto (ricorda in un certo modo la cornice di Cloverfield).

Il film di Wyatt è infatti strutturato sul contrasto tematico da Post Invasione, tra un'umanità collaborazionista con gli alieni (governo e polizia) e la resistenza pronta ad agire per riconquistare libertà e riconquistare il pianeta. Purtroppo la scrittura tende ad essere raffazzonata e pone forse con troppa faciloneria il discorso politico sulla necessità di una ribellione e su una società che ha ottenuto ordine, sicurezza e benessere, in cambio di un controllo ossessivo sulle proprie libertà.

Captive State si poggia su un comparto registico di discreto mestiere ma senza guizzi, seppur colpisca e stranisca una messa in scena scarna e spoglia lontana dall'abuso di visual effects, in un film quasi volutamente anti spettacolare anche nelle sue fasi più concitate, a cui però manca incisività filmica nelle sequenze.

Seppur con intenzioni interessanti, Captive State scorre con fatica attraverso la sua sceneggiatura e non sfugge a certe trappole, tra noia o "già visto" con idee o discorsi che non riescono a essere ficcanti, se non nel finale velatamente cinico e malinconico. La confusione e la poca chiarezza di scrittura non aiutano un film che mette dentro molto ma ottiene poco, tra la necessità di scegliere una parte, la responsabilità delle proprie azioni e l'importanza di credere a ideali nobili e alti nonostante comportino dei sacrifici.

Voto: 2/4

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IL SUPERPAGELLONE DI MARZO 2019

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Ed eccoci al momento del nostro superpagellone del mese. Ecco tutti i voti della redazione ai film di MARZO 2019

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