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In Italia forse pochi conoscono Lee Israel, scrittrice americana di biografie, nota soprattutto per aver venduto circa 400 false lettere di celeberità defunte, scritte e contraffatte da lei stessa. Un caso risalente ai primi anni '90 che viene raccontato dalla regista Marielle Heller (autrice lanciata dal Sundance) in Copia originale, in sala dopo essere stato presentato in anteprima nella sezione Festa mobile al 36esimo Torino Film Festival. 

Calato in una New York dalle atmosfere alleniane, il biopic della biografa è una commedia dolceamara con una straordinaria Melissa McCarthy, mimetica nel ritratto di una (anti)eroina respingente: scrittrice fallita e al verde, burbera, asociale, alcolizzata e omosessuale dichiarata, la sua Lee è un personaggio che rischia di cadere in ogni momento nel cliché e invece resta costantemente autentica e credibile. Al suo fianco, l'amico gay e malato di Aids Jack Hock, interpretato da un bravo Richard E. Grant.

Opera sulla bellezza della creatività e del talento, è un film delizioso e malinconico, decisamente da vedere. Candidato meritatamente a tre premi Oscar, per le interpretazioni della McCarthy e di Grant e per la sceneggiatura non originale di Nicole Holofcener e Jeff Whitty,

Voto: 2,5/4

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