Interviste

LE USCITE IN SALA DI FEBBRAIO 2019

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Come ogni mese, eccovi il calendario completo delle uscite in sala di FEBBRAIO 2019. Dal ritorno di Clint Eastwood ai nuovi film di Lazlo Nemes, Jason Reitman e Robert Rodriguez, ce n'è davvero per tutti i gusti (in attesa degli Oscar). Buona visione!

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Budapest, 1913: Írisz Leiter (Juli Jakab) torna sul suolo natio per lavorare come modista presso l’elegante cappelleria un tempo di proprietà dei suoi genitori, tragicamente morti in un incendio. Qui, facente da sfondo una città vessata dai focolai immediatamente antecedenti la prima guerra mondiale e il conseguente crollo dell’Impero Austro-Ungarico, la giovane cerca di entrare in contatto con il misterioso Kálmán Leiter, suo presunto fratello e guida carismatica delle rivolte.

A tre anni da Il figlio di Saul (2015), sua folgorante opera prima, László Nemes torna dietro la macchina da presa con un secondo lungometraggio di uguale – se non superiore – valore autoriale. Senza abbandonare il tracciato del film storico, il regista ungherese sposta la propria attenzione dalla tragedia dell’Olocausto alla drammatica situazione mitteleuropea alla vigilia del primo conflitto mondiale, restituita attraverso l’angosciato sguardo di una giovane donna che si offre come incarnazione delle incertezze qui di un popolo diviso, qui di un Impero un tempo glorioso e ora destinato inesorabilmente all’estinzione. In tale prospettiva, è evidente l’analogia tra la signorile cappelleria Leiter e la casa Asburgo.

Costringendo la protagonista a un faticosissimo tour de force (Juli Jakab è costantemente in scena), Nemes si serve di un persistente e persecutore ricorso alla semi-soggettiva, soluzione che si rivela efficacissima nell’obbligare lo spettatore a pedinare Írisz, a identificare il proprio sguardo con quello della ragazza e a vedersi travolto in prima persona dai tumultuosi avvenimenti. È un cinema che guarda al passato e alla propria storia (i frame d’introduzione al film e il ricorso ai 35mm sono solo gli esempi più lampanti), ma che al contempo si dimostra capace di affermarsi nella propria, schiacciante individualità: con Tramonto Nemes firma un’opera dai contenuti, fattuali e metaforici, di livello altissimo, tracciando la parabola discendente di un Paese (forse del mondo intero) e dei suoi ideali. In uno scenario squarciato, tuttavia, il mito (e il fantasma) della rivoluzione arde e sopravvive nei due fratelli protagonisti, l’uno specchio e incarnazione dell’altra: meravigliosa la resa luministica del loro primo incontro, dove i loro volti si scrutano come maschere riflesse e fantasmatiche avvolte nelle tenebre indelebili della Storia.

Presentato in Concorso alla 75. Mostra del Cinema di Venezia.

Voto: 3/4

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IL SUPERPAGELLONE DI GENNAIO 2019

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Ed eccoci al momento del nostro superpagellone del mese. Ecco tutti i voti della redazione ai film di GENNAIO 2019

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