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Con Creed II, in sala dal 24 gennaio, Steven Caple Jr.sostituisce alla macchina da presa il già rodato Ryan Coogler per riprendere le fila degli eventi del lontano Rocky IV (1985). Sono passati ormai trent’anni dalla sfida fra Ivan Drago (Dolph Lundgren) e Rocky Balboa (l'iconico Sylvester Stallone), una vera e propria guerra fredda tra pesi massimi, il primo colpevole di aver ucciso sul ring Apollo Creed (Carl Weathers) e il secondo impegnato a onorare la sua memoria. Ora il figlio di Apollo, Adonis (Michael B. Jordan), si è fatto le ossa sotto il duro e fruttuoso regime di allenamento impostogli da Rocky. La sua carriera e vita personale vanno a gonfie vele fino a quando il figlio di Ivan Drago, Victor (interpretato dal pugile Florian Munteanu), su spinta del padre decide di sfidarlo in un duello ad alta risonanza mediatica. 

Il fattore nostalgia ha un ruolo determinante: da subito, le implicazioni di una resa dei conti che va ben oltre il prestigio professionale investono il pubblico, partecipe dell’intenso dramma umano che si consumerà tanto sul ring quanto nella vita quotidiana dei due figli d’arte. Senza un’imponente sovrastruttura storica a fare da cornice alla narrazione, infatti, notevole spazio viene concesso alla sfera personale e ai retroscena affettivi e familiari dei due boxeurs.

Nei picchi sentimentali la recitazione di Jordan è a tratti meno convincente, a livello di sceneggiatura qualche esca strappalacrime viene lanciata senza più essere ripresa, lasciando fili scoperti. Ciononostante, la scelta di focalizzarsi sul percorso psicologico di Adonis permette passi enormi nella caratterizzazione del personaggio e, di riflesso, anche della sua fidanzata Bianca (Thessa Thompson), centrata e commovente nella sua interpretazione.

Con una struttura tripartita giocata su tre match topici, ciascuno un micromondo a sé stante per esiti e coinvolgimento emotivo, la pellicola non presenta cali di tensione e anzi incolla allo schermo già dai primissimi fotogrammi. Impagabile, inoltre, la possibilità di assistere a un nuovo incontro – stavolta senza guantoni – fra Rocky e Ivan Drago, sui quali fortunatamente viene calcata poco la mano per lasciare che a brillare siano i loro successori, nuovi protagonisti. 

Insomma, un sospiro di sollievo per gli aficionados storici della saga, non snaturata ma anzi arricchita da questo spin-off che parrebbe riservare altre sorprese per il futuro. Un caso eccezionale per la grande macchina Hollywoodiana, che spesso sacrifica la qualità sull’altare del massimo profitto ricavabile da un brand di successo: Creed II convince quanto il suo predecessore e lo porta a esplorare nuovi territori, fermandosi ogni tanto nel percorso per seminare massime e insegnamenti di vita.

Adrenalinico e ben studiato, da vedere. 

 

Voto 3/4

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