mary-poppins-ritorno

Gli anni sono passati, la famiglia Banks ha perso qualche membro e ne ha acquisiti altri, ma i problemi persistono. Se il signor Banks aveva trovato una stabilità e una serenità con la sua famiglia grazie a Mary Poppins, dopo qualche anno i problemi con la banca si ripresentano. Michael Banks, da poco vedovo e con tre figli, è nei guai con la banca presso cui lavora, e dove lavorava il padre, e viene aiutato da sua sorella Jane. E se i Banks sono in guai seri, solo una persona è in grado di far ritrovare la serenità e l’equilibrio: Mary Poppins.

Il sequel di Rob Marshall si svolge sugli stessi stilemi del Mary Poppins del 1964 tratto dall’omonimo libro di Pamela L. Travers. La cronologia è esattamente la stessa, il periodo storico è diverso, alcune scenografie cambiano, ma tutto diventa una pura replica. Rispetto al film uscito più di 50 anni fa, Il ritorno di Mary Poppins guarda al presente contemporaneo pur adattandolo agli anni ’30, nel periodo della Grande Depressione: le banche che si sentono sempre più potenti, tanto da portare via la casa al malcapitato di turno, la difficoltà di trovare un lavoro, bambini che crescono in un contesto sempre più difficile. Eppure, cercando di adattare queste tematiche nel nostro presente, il film non fa altro che evocare il passato, quel passato in cui Mary arrivava con il suo ombrellino e scavalcava tutte le tate in fila al Viale dei Ciliegi numero 17 per farsi assumere. 

In Saving Mr. Banks la scrittrice dice chiaramente, tramite l’interpretazione di Emma Thompson, che Mary era arrivata per salvare il signor Banks. Certo, anche in questo film Mary vola in soccorso del signor Banks, ma sembra lo faccia più per salvare la memoria del padre piuttosto che per salvare il figlio. Nel primo film la Mary di Julie Andrews era, come si direbbe oggi, severa ma giusta, e con il compito di impartire una certa disciplina unita all’amore per le piccole cose, insegnando  che ogni cosa, se la si vede da un’altra prospettiva, può diventare semplice: “in tutto ciò che devi far, il lato bello puoi trovar. Lo troverai e, hop, il gioco vien”. E così ogni compito diventa più semplice e sereno.     

Nel nuovo film, tutte queste lezioni avvengono in maniera decisamente meno incisiva: Mary fa sempre rallegrare, ma insegna poco e utilizza il suo tempo distraendo i figli dall’imminente perdita della casa, portandoli in un mondo colorato che sembra dare il beneficio del dubbio sulle possibilità di una sua esistenza.  Il lavoro di Rob Marshall che, oltre a dirigere, ha curato personalmente le coreografie, è sostanzialmente ineccepibile: regala momenti di pura teatralità, come il ballo dei lampioni che ricorda quello degli spazzacamini o quello del music hall, e riporta lo spettatore all’atmosfera dei suoi Chicago e Nine. Coreografie supportate da musiche che lasciano un po’ il tempo che trovano e di cui, tuttavia, non si può fare una constatazione dato il (pessimo) adattamento e doppiaggio italiano. In ogni caso, questo non basta, perché sembra più un modo per tenere aggrappato lo spettatore che talvolta, invece, si perde tra i vari rimandi alla vicenda del padre, ai bambini che pensano a come aiutarlo, all’alto funzionario della banca che pensa per sé.

Tra personaggi poco convincenti, alcuni inutili (come la Topsy di Meryl Streep) e una Emily Blunt che, nonostante un certo peso sulle spalle, riesce ad essere una Mary tutto sommato niente male ma non molto incisiva, all’improvviso arriva lui, Dick Van Dyke. L’attore novantatreenne, tutto brio e tip-tap, è forse la vera ventata di freschezza e di vintage che il film continua a cercare di raggiungere e che dura un attimo. In conclusione, se il giovane Michael Banks ha bisogno di Mary, anche Mary ha bisogno della vera Mary Poppins, ora più che mai.

Voto: 2/4

Login

Social Network

IL SUPERPAGELLONE DI FEBBRAIO 2019

 tramonto

Ed eccoci al momento del nostro superpagellone del mese. Ecco tutti i voti della redazione ai film di FEBBRAI2019

Leggi tutto...

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più vai alla sezione Privacy e sicurezza.