Grindelwald

Qualsiasi produzione che porti con sé il nome o l’aura magica di Harry Potter non può che destare curiosità e tantissima attesa. Non fa eccezione Animali Fantastici – I Crimini di Grindelwald, secondo capitolo della serie che ha per protagonista Newt Scamander e che ben aveva figurato con la prima avventura. Purtroppo, in questo capitolo, sono più le perplessità che le creature magiche.

L’incipit, tuttavia, è incalzante e incoraggiante. Si parte in medias res: Grindelwald (Johnny Depp) fugge di prigione e si prepara a mettere in atto il suo piano, il dominio dei maghi sul mondo dei babbani. Chiaramente, “per il bene superiore”. Newt Scamander (Eddie Redmayne) viene incaricato da Albus Silente (Jude Law) di trovarlo e di fermarlo.

Quando nel 2016 uscì il primo capitolo, Animali Fantastici e dove trovarli, tratto da un libro illustrato (ma senza una trama, una sorta di enciclopedia di creature magiche) scritto dalla stessa Rowling, fu una piacevole sopresa vedere come un intreccio semplice potesse riportare negli occhi degli spettatori un po’ della magia che permeava Hogwarts. Trovarsi in quel mondo, respirare quelle atmosfere, senza esserci necessariamente immersi. Forzatamente immersi. Questo è ciò che invece accade con I Crimini di Grindelwald, un capitolo meno magico e più cupo, più thriller che commedia, più confusionario che altro. Troppa carne al fuoco: un numero eccessivo di personaggi, tutti poco approfonditi e profondamente debitori della saga letteraria e cinematografica di Harry Potter. Visivamente è impeccabile – a spiccare, soprattutto, la sequena ambientata al cimitero – e a colpire particolarmente è Johnny Depp, che regala un’ottima interpretazione nei panni di un villain carismatico e crudele, davvero convincente nei panni di Gellert Grindelwald. Ma la sensazione è di trovarsi di fronte ad un prodotto pensato esclusivamente per i fan di Harry Potter e che non riesce a staccarsi dal prodotto originale, come se i riferimenti potessero fungere da escamotage per nascondere le lacune di sceneggiatura di un capitolo che è evidentemente di transizione ma che, per questo, non può che lasciare quantomeno perplessi. E a farne le spese sono le creature magiche: poche e sacrificate. Come se ci si fosse dimenticati dell’elemento che ha reso Harry Potter ciò che è e che ha permesso a tante generazioni di poter sognare: la magia.

Voto: 1.5/4

 

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