Widows

Widows è un thriller mozzafiato diretto dal premio Oscar Steve McQueen, anche coautore della sceneggiatura insieme a Gillian Flynn (L’amore bugiardo-Gone Girl, 2014), tratto dall’omonima miniserie televisiva inglese del 2002. Film ambientato nella Chicago contemporanea tra bande di criminali e politici corrotti, narra la storia di 4 donne (Viola Davis, Michelle Rodriguez, Elizabeth Debicki, Chyntia Erivo), rimaste per l’appunto vedove dopo l’ultimo colpo finito male dei mariti. Frastornate e sole, per rimediare alle malefatte lasciate loro in eredità, riuniranno le forze in una gang al femminile, sfoderando un’inaspettata volontà combattiva e vendicatrice, per riprendersi il potere sul proprio destino.

Il cast è sontuoso e in stato di grazia: a partire da una magnifica Viola Davis, neo-vedova del truffaldino Liam Neeson, che si ritrova a capitanare una improbabile girl gang tosta e grintosa. Non è da meno la coppia padre-figlio di politicanti corrotti (Robert Duvall e Colin Farrell), in lotta per appalti pubblici contro la malavita afroamericana, guidata dal duo criminale Daniel Kaluuya (Scappa-Get Out!, 2017) e Brian Tyree Henry. C'è pure l’inossidabile Jackie Weaver, a suo agio nel ruolo di madre “terribile”. Che dire? Una gara di bravura.

Fin dall’incipit, sui titoli di testa, il film s’impone con il suo adrenalinico ritmo incalzante, condotto da un sapiente montaggio alternato serratissimo, che inchioda lo spettatore alla sedia in un crescendo di suspense. La bravura del regista è nota (Hunger, 2008; Shame, 2011; 12 anni schiavo, 2013) e qui la sua estetica raffinata, capace di restituire immagini dal taglio inusuale e brutale insieme, si coniuga felicemente con la vena caustica dei dialoghi sorprendentemente pieni di humour (anche se nero) di Gillian Flynn. McQueen reinventa la sua visione cupa e affilata sul mondo, con un’inaspettata versatilità, in un intreccio di puro, raffinato intrattenimento, che alterna momenti di tensione/azione a pause/flashback di toccante intensità.

Sade incanta sui titoli di coda con il brano inedito The Big Unknown, sottolineando una vena di commozione, in un thriller che è sì di puro svago mainstream, ma anche di forte coinvolgimento emotivo.

Voto: 3/4

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