overlord

Quando Salvate il soldato Ryan incontra il filone dei nazisti zombie, il bizzarro mix che ne esce fuori è Overlord, opera seconda di Julius Avery (regista del prossimo adattamento di Flash Gordon) che schiera un cast di giovani promesse guidato dal lanciatissimo Wyatt Russell, figlio di Kurt e Goldie Hawn, e dall'afrobritannico Jovan Adepo visto in Barriere e nella serie Jack Ryan. Il genere bellico e l'horror si mescolano così in un'opera tra Storia, ucronia e splatter, con un gruppo di militari americani della 101ª Divisione Aviotrasportata paracadutati in un villaggio francese a poche ore dallo sbarco in Normandia (l'operazione Overlord che dà il titolo al film). Nel paesino occupato dalle truppe tedesche, i pochi soldati sopravvissuti all'atterraggio, incaricati di far saltare un campanile militarizzato, scopriranno l'esistenza di orribili esperimenti nazisti sui locali, volti a creare mostri /supersoldati di inaudita ferocia.

A produrre il film è J. J. Abrams, il che spiega il costante sguardo al cinema del suo mentore Steven Spielberg. I riferimenti al già citato Soldato Ryan si sprecano in una prima parte che è puro war movie, con sequenze ad alto impatto visivo (vedi lo spettacolare atterraggio che apre il film) e tutti i cliché del cinema di guerra su Alleati e Nazisti. Poi, con una svolta repentina ma al tempo stesso tardiva (siamo già quasi a metà film), Overlord si trasforma in un film dell'orrore, con ampie dosi di efferatezza: chi meglio del Terzo Reich poteva rappresentare la culla della peggiore aberrazione, capace di creare spaventosi non-morti (una versione esasperata, insomma, delle autentiche sperimentazioni del nazismo su cavie umane)?

Proprio questa dicotomia, però, risulta essere il principale difetto del film, che appare costantemente indeciso tra la genuinità del b-movie à la Robert Rodriguez e il tentativo di confezionare un prodotto più mainstream e blockbuster. Il risultato è così un'opera troppo derivativa quando prova a essere un dramma bellico e poco coraggiosa e originale nelle sequenze più estreme. Buchi di sceneggiatura e una trama a tratti raffazzonata regalano il sapore di un'occasione in parte sprecata, con la sensazione che, in mano a un Tarantino o al già citato Rodriguez, il film avrebbe potuto essere tutt'altra cosa. Restano comunque alcune interessanti scene d'azione e, soprattutto, un cast da tenere d'occhio, con in testa un bravo Adepo e il giovane Russell che finalmente tira fuori il carisma ereditato dal celebre genitore.

Voto: 2/4

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