first man

Dopo Whiplash La La LandDamien Chazelle, tra i registi più lanciati della nuova generazione di Hollywood, passa al genere biopic con First Man - Il primo uomo, che ha aperto l'edizione 2018 della Mostra del Cinema di Venezia. Il 33enne regista americano (ma di origini francesi e canadesi) racconta la vita dell'astronauta Neil Armstrong dal 1961 al 1969, vale a dire nel lungo percorso che l'ha portato a essere il primo uomo nella Storia a mettere piede sulla Luna. Nei suoi panni troviamo un come sempre convincente Ryan Gosling - ormai attore feticcio di Chazelle - mentre la lanciatissima Claire Foy interpreta la moglie Janet Armstrong. Nel ricco cast, tra gli altri anche Jason Clarke, Corey Stoll, Kyle Chandler e Ciaran Hinds, mentre la sceneggiatura di Josh Singer si ispira al libro biografico di James R. Hansen e tra i produttori figura Steven Spielberg.

Chazelle esce per la prima volta dai territori musicali e si cimenta con la ricostruzione storica dedicata a uno dei personaggi più amati della storia a stelle e strisce e a un evento spartiacque che ha segnato il XX secolo, raccontando la cronaca puntigliosa dei progetti Gemini e Apollo che hanno portato allo sbarco sulla Luna, ma alternandola alla vita privata di Armstrong. Il rapporto con la prima moglie Janet e la tragica perdita della figlioletta Karen, portata via da un tumore in tenera età, oltre che i dolori per i numerosi lutti tra i piloti della Nasa, sono perciò importanti quanto il percorso professionale di Armstrong, mentre il contesto storico (la rivalità con l'Unione Sovietica, la reazione pubblica al programma spaziale) resta volutamente uno sfondo cui solo saltuariamente si fa cenno.

Chazelle cerca di aggirare le trappole della facile nostalgia e del patriottismo a buon mercato (non è la storia di un eroe americano, ma quella di una vittoria universale, hanno giustamente precisato il regista e Gosling in conferenza stampa a Venezia), eppure il risultato finale è un prodotto solo parzialmente riuscito, privo della freschezza e della creatività dei due film precedenti del cineasta. Troppo prevedibile e sentimentale - spesso sulla soglia dello strappalacrime - nelle sequenze famigliari e intimiste, più interessante eppure inevitabilmente ostico in quelle dedicate alle missioni, trova i suoi momenti migliori nella parte conclusiva, finalmente dedicata all'allunaggio. Le emozioni, a quel punto, non mancano, ma non bastano a risollevare il giudizio su un'opera che, nel suo complesso, regala pochi guizzi e un senso generale di insoddisfazione.

Voto: 2/4

 

Login

Social Network

IL SUPERPAGELLONE DI OTTOBRE 2018

7-sconosciuti-el-royale

Ed eccoci al momento del nostro superpagellone del mese. Ecco tutti i voti della redazione ai film di OTTOBRE 2018

Leggi tutto...

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più vai alla sezione Privacy e sicurezza.