sullamiapelle

«Buongiorno, sono Cucchi Stefano, nato a Roma il 1° ottobre 1978. […] Sì, ’78, mi scusi…non riesco a parlare tanto bene…» 

Il 15 ottobre 2009 Stefano  Cucchi viene fermato dai carabinieri per sospetto spaccio e trasferito in caserma, dove viene stabilita la custodia cautelare. Il giorno a seguire il ragazzo viene processato per direttissima: in occasione dell’udienza manifesta evidenti traumi e tumefazioni sul volto. Nonostante le preoccupanti condizioni fisiche, Cucchi viene condannato a scontare un mese di custodia cautelare presso Regina Coeli, in attesa di nuova udienza. In carcere la sua salute precipita drammaticamente: viene richiesto il ricovero ma il giovane non dà il proprio consenso. Stefano Cucchi muore il 22 ottobre 2009, sette giorni dopo l’arresto.

Servirsi del cinema per gettare luce su una drammatica vicenda che per troppo tempo si è vista negare la giustizia dovuta: questo l’obiettivo perseguito sin dal principio della lavorazione di Sulla mia pelle da Alessio Cremonini (regista) e Alessandro Borghi (Stefano Cucchi), da sempre legato emotivamente al caso Cucchi e ora insignito della responsabilità di dar voce a un ragazzo la cui facoltà di ribellarsi e di denunciare la realtà dei fatti è stata prima brutalmente pestata a sangue, poi lentamente soffocata dalla morte incipiente. L’omicidio di Stefano Cucchi è un caso di cronaca nera certamente noto a tutti, ma del quale è stata sempre fornita una versione ignobilmente nebulosa, contraddittoria e fuorviante. “Di tutta la vicenda, le polemiche, i processi, è l’ovvia ma allo stesso tempo penosa impossibilità di difendersi, di spiegarsi, da parte della vittima ad avermi toccato profondamente: tutti possono parlare di lui, tranne lui”: Cremonini decide di intervenire assumendosi l’oneroso e nobile compito di restituire la prima cronaca audiovisiva di quella che è stata l’ultima, sofferente settimana di vita di Stefano, strappando quest’ultimo all’immobilità di quei terribili scatti che lo ritraggono morto sul lettino autoptico e restituendogli il diritto negatogli in vita di ribellarsi al più grande sopruso: il silenzio. Il risultato è un esordio alla regia di sorprendente maturità, rigorosissimo nello scandire giorno per giorno la dolorosa e lenta agonia del ragazzo, così come encomiabile nel rispettoso disegno di un dolore familiare impossibile da restituire. Strazianti le sequenze – emblema di un’ingiustizia burocratica e legale illogica e spietata – in cui ai genitori di Stefano (Max Tortora e Milvia Marigliano) e alla sorella Ilaria (Jasmine Trinca) viene impedito di incontrare il ragazzo e conoscerne le condizioni di salute. Forte anche di una sceneggiatura che si dimostra correttissima nei confronti dell’oggettività fattuale della vicenda, il film di Cremonini si prende cura della delicatissima materia prima da cui prende forma senza mai sfociare nella mera retorica o strumentalizzazione, ma anzi offrendosi quale opera essenziale, livida e gelida, modellata a immagine e somiglianza del corpo spezzato di Stefano. Mostruosa interpretazione di Alessandro Borghi, che conferma la propria bravura e intensità incarnando Cucchi con una credibilità disarmante (la mimesi vocale lascia letteralmente senza parole) e offrendo una straordinaria  prova d'attorialità – e umanità – destinata a lasciare un segno indelebile sulla pelle di tutti noi. Presentato in apertura alla sezione Orizzonti alla 75. Mostra del Cinema di Venezia.

 

Voto: 3/4

 

Login

Social Network

IL SUPERPAGELLONE DI OTTOBRE 2018

7-sconosciuti-el-royale

Ed eccoci al momento del nostro superpagellone del mese. Ecco tutti i voti della redazione ai film di OTTOBRE 2018

Leggi tutto...

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più vai alla sezione Privacy e sicurezza.