laprofeziadellarmadillo

Zero (Simone Liberati), ventisettenne del quartiere di Rebibbia, è un disegnatore spiantato che si barcamena da un capo all’altro di Roma tra lavoretti saltuari e scorribande in compagnia dell’inaffidabile Secco (Pietro Castellitto), amico di sempre. Un giorno la notizia della morte di Camille, vecchia compagna di scuola e primo amore di Zero, giunge come un fulmine a ciel sereno a sconvolgere la vita dei protagonisti.

Esordio alla regia per Emanuele Scaringi, che adatta per il grande schermo La profezia dell’armadillo, celebre opera prima del fumettista romano Zerocalcare. Andato incontro a innumerevoli rimaneggiamenti in fase di scrittura, il film non riesce a distinguersi per particolari invenzioni registiche e stilistiche, riuscendo a colpire nel segno solo nel momento in cui si dichiara palese copia del modello da cui prende forma. Se nelle battute dell’Armadillo, coscienza derisoria del protagonista, e nell’animo disobbediente di Zero e Secco sembra sopravvivere parte dello spirito dell’opera a fumetti, viene completamente meno qualsiasi riflessione più ampia nei confronti dei grandi temi generazionali messi sul tavolo con efficace spontaneità dal fumettista romano. Un film nel complesso mediocre, soprattutto agli occhi dei fan più affezionati di Zerocalcare, introdotto e concluso da due sequenze animate che non aggiungono nulla di costruttivo alla rappresentazione. Funziona bene, tuttavia, la resa dell’Armadillo, doppiato da Valerio Aprea. Il film avrebbe dovuto essere originariamente diretto da Valerio Mastandrea, che figura nei credits solo in qualità di co-sceneggiatore.

Presentato alla 75. Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Orizzonti.

 

Voto: 1,5/4

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