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Tunisia: durante una festa studentesca la giovane Mariam, di 21 anni (Mariam Al Ferjani), incontra un ragazzo di nome Youssef (Ghanem Zrelli), con cui dopo la festa esce a passeggiare. In quella stessa notte i due ragazzi vengono assaliti da alcuni poliziotti e Mariam viene violentata in un auto da alcuni di loro. Decisi a denunciare l'accaduto alle autorità, Mariam e Youssef si scontrano con la burocrazia delle leggi dello stato, con l'ostracismo delle istituzioni e l'omertà della polizia. Ispirato a una storia realmente accaduta e tratto dal romanzo del 2013 Coupable d'avor été violée scritto da Meriem Ben Mohamed, presentato in anteprima mondiale al Festival del Cinema di Cannes nel 2017 in Un Certain Regard, La bella e le bestie (Aala Kaf Ifrit il titolo originale, traducibile come Nella bocca del lupo) è il terzo film scritto e diretto dalla regista Kaouther Ben Hania dopo Le Challat de Tunis del 2014 e Zaineb n'aime pas la neige del 2016. Uscito a ottobre 2017 nelle sale francesi, Il film è coprodotto tra Tunisia, Francia, Svezia, Norvegia, Libano, Qatar e Svizzera.

La bella e le bestie inizia con un'inquadratura su uno specchio che riflette la giovane protagonista Mariam, intenta a prepararsi per una festa studentesca, e prosegue con un approccio quasi viscerale con la macchina da presa attaccata ai personaggi. L'incipit estetizzante tra neon e luci fluo del locale della festa dove Mariam conosce Youssef, si interrompe subito e si trasforma in una messa in scena composta e gelida, dove l'immagine si sposta su Mariam disperata che corre per strada alla ricerca d'aiuto, a seguito di una violenza subita da un gruppo di poliziotti. 

Attraverso una scrittura solidissima e uno sguardo forte e non retorico, La bella e le bestie (suggestivo titolo italiano, sorta di racconto oscuro in antitesi con l'originale) si pone come una miscela pienamente riuscita tra la disperazione del dramma sociale, il thriller morale e gli stilemi di certo cinema civile, senza però il didascalismo dell'opera accusatoria. 

Con il pathos oppressivo e la tensione morale che pare venire dal miglior cinema di Asghar Fahradi, la sceneggiatura di La bella e le bestie racconta con occhio lucido le ipocrisie e le contraddizioni della società tunisina, in una specie di tragico e orrorifico microcosmo maschilista, che alimenta un sistema malato dove le leggi sono in costante contrasto col concetto di giustizia. Nel suo viaggio a vuoto nel tentativo di denunciare uno stupro subito, la protagonista Mariam (bravissima l'attrice Mariam Al Ferjani) si scontra con l'immobilismo delle autorità, dove il film, tramite un notevole lavoro di messa in scena, dà una rappresentazione claustrofobica dei luoghi, come l'ospedale labirintico e inutile o la caserma/prigione. Un film che produce una sensazione di frustrazione e tristezza, dove la regista Ben Hania riesce a riprodurre la mancanza d'umanità dei personaggi di un'intera comunità/paese (infatti solo il finale malinconico forse offre una speranza) e fa sentire (e si limita nel mostrare) soprusi fisici e psicologici immersi in un'atmosfera notturna e perennemente desolante, quasi da western metropolitano o da horror con mostri molto più simili e riconoscibili.

Voto: 3/4

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