Prima-Notte-del-Giudizio

L'America è immersa in una gravissima crisi economica senza precedenti, che sta portando come conseguenza a un notevole aumento della criminalità e della tensione sociale. Per tentare di abbassare la percentuale di delitti e rispondere alla difficoltà economiche, il nascente partito dei Nuovi Padri Fondatori decide di attivare un inedito e inquietante esperimento sociale chiamato la Notte dello Sfogo: per 12 ore all'interno del perimetro di Staten Island (scelta come location per l'esperimento), ogni tipo di delitto, incluso l'omicidio, sarà legale, così da “purificare” ogni cittadino, usando la violenza come valvola di sfogo sociale. La giovane Nya (Lex Scott Davis) assieme al fratello minore Isaiah (Joivan Wade) devono scampare i pericoli della notte, mentre Dimitri (Y'Lan Noel), boss della droga di New York deve proteggersi dai suoi nemici. Ben presto però, la Notte dello Sfogo rivelerà segreti inquietanti sulla vera natura dell'esperimento e sul coinvolgimento del governo nella faccenda.

 

A due anni dal terzo capitolo della serie La notte del giudizio – Election Year torna nei cinema la serie cinematografica di The Purge ideata e scritta da James DeMonaco e iniziata con il primo film (La notte del giudizio) nel 2013 e proseguita nel 2014 conAnarchia – la notte del giudizio e con Election Year nel 2016. Dopo aver scritto e diretto i primi tre capitoli, James DeMonaco rimane solo in veste di sceneggiatore per questo quarto capitolo prequel della saga, che narra eventi precedenti ai primi tre film, raccontando la genesi della prima Notte dello Sfogo. A succedere DeMonaco dietro la macchina da presa il regista Gerard McMurray alla sua opera seconda dopo il film Burning Sands – Il codice del silenzio.

 

La prima notte del giudizio (The First Purge in originale) si presenta come un action thriller/horror molto vicino per approccio al genere e atmosfere ai precedenti tre capitoli. Ambientato in un'America di un vicino futuro in piena crisi economica e con un altro tasso di criminalità, il film si pone come una sorta di satira sociale in salsa fantapolitica (ovvie citazioni alla crisi del 2008, il partito di estrema destra come nuovo leader) e dispotica. Messo in scena con discreta cura ma senza picchi (unica idea interessante è l'immaginario alieno dell'effetto delle speciali lenti a contatto dei partecipanti alla Notte dello Sfogo) e registicamente elementare,La prima notte del giudizio prova a infarcire la sua sceneggiatura con molti elementi, dalla visione della violenza come diritto fondante del popolo americano, alla riflessione etica sull'assenza di moralità con il permesso di infrangere le leggi, fino al discorso politico della violenza come guadagno economico e come selezione sociale delle classi finanziariamente più deboli.

 

Tutto e niente, perché nel film non appare una precisa identità e tutto appare molto grossolano, dalla scrittura, alle velleità di tematiche da film fantapolitico, con personaggi quasi nulli e un po' macchiette nonostante il film, dal cast provi a promulgare una lettura sempre politica superficialissima sulla ribellione del popolo (guarda caso la maggioranza dei protagonisti è di colore e i cattivi sono bianchi, wow!). Arrivati a quattro film è giunto il capitolo più inutile e più scarico di idee che non aggiunge e non toglie alla serie, una sorta di noioso spin/off televisivo che ha esaurito le cartucce a sua disposizione.

Voto: 1/4

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