stronger

Jeff Bauman (Jake Gyllenhaal) è un ragazzo di 28 anni che vive a Boston e lavora presso un'azienda alimentare locale e vive assieme alla madre Patty (Miranda Richardson). Dopo aver incontrato la sua ex ragazza Erin (Tatiana Masleny) che sta per partecipare all'annuale Maratona di Boston del 2013, Jeff decide di andarla a supportare al traguardo della gara, quando due ordigni vengono fatti esplodere nei pressi della linea del traguardo, provocando vittime e feriti. Nel pieno della zona di colpo dell'attacco terroristico, Jeff si risveglia in ospedale dove scopre di aver perso entrambe le gambe durante l'attentato e di aver subito l'amputazione degli arti. Con grande forza di volontà e sacrificio, Jeff assieme all'aiuto di Erin si promette di tornare a camminare. Inizia così una lunga battaglia personale per riappropriarsi della propria vita.

Tratto dall'omonimo libro autobiografico scritto da Jeff Bauman e Bret Witter e ispirato all'attentato terroristico del 15 aprile 2013 alla Maratona di Boston dove Bauman perse le gambe, Stronger è diretto dal regista David Gordon Green (George Washington, Strafumati, Sua Maestà, Joe, Manglehorn) e vede nel cast Jake Gyllenhaal nei panni di Jeff Bauman, affiancato da Tatiana Malseny, Miranda Richardson, Clancie Brown e Frankie Shaw. Presentato in anteprima al Toronto Film Festival nel 2017, il film è passato anche per al Festa del Cinema di Roma nell'ottobre dello scorso anno.

Con Stronger, David Gordon Green realizza un convenzionale biopic drammatico ispirato alla tragedia e all'attacco terroristico della Maratona di Boston nel 2013, dove persero la vita 3 persone e ne vennero ferite 264 a seguito dell'esplosione di due ordigni artigianali. Imbastito su una messa in scena elegante e classicheggiante, Stronger potrebbe essere, soprattutto nella sua parte iniziale, un'interessante riflessione sui limiti e possibilità del corpo, nel racconto della lotta di Jeff per tornare a camminare, tra sedute di fisioterapia e allenamenti per le protesi sostitutive, a cui il ragazzo si dedica. Ma la scrittura è alquanto prevedibile e didascalica e il tono forse un po' troppo retorico e inserito bene in una storia di speranza e rivalsa e sul non mollare di fronte alle avversità.

Forse non volutamente, dentro alla sua identità precisa e prevedibile, Stronger prova a inserire in sceneggiatura elementi ben più interessanti come la visione fondante di un immaginario USA che non crolla mai di fronte a nulla, che sia la venerazione per il baseball o per l'hockey, o che sia la rappresentazione grottesca del nucleo familiare irrisolto nella sua narrazione binaria e solidale di ritorno alla vita e possibilità di rialzarsi (metaforicamente e non), dove la parabola di Jeff è la stessa dell'America ferita (dal terrorismo, dalla guerra) e che cerca di tornare in piedi. Lo sguardo sulle cose tende al miele, e il film è molto più quieto e meno distorto di quanto voglia essere, soprattutto nel discorso sulle lacerazioni di un paese.

Voto: 2/4

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