ogni-giorno

A. non sa chi è veramente né mai lo saprà perché, dopo un ciclo di ventiquattro ore, si sveglia in un corpo diverso. Condannato ad essere chiunque e a non essere nessuno, non può scegliere quale identità preferire. Impossibilitato a costruirsi una vita normale, si accontenta di assaggiare la quotidianità degli altri cercando di non esserne emotivamente coinvolto. Sino all’incontro con Rhiannon (Angourie Rice). Ogni giorno, tratto dall’omonimo best-seller per ragazzi di David Leviathan, è un fantasy adolescenziale giocato tutto intorno al tema del “cosa succederebbe se”. Nonostante le felici premesse e una trama intrigante, il film fatica a farsi carico del messaggio del quale si fa portavoce: non importa come appari, ma importa chi sei.

Anzi, la protagonista Rhiannon sembra smentirne del tutto, a ogni nuovo incontro con A., l’attuabilità. Il corpo di A. influenza, e non così velatamente, le reazioni della ragazza che si abbandona tra le sue braccia quando questi si sveglia nel corpo di un bel giovane, mentre archivia con nonchalance i corteggiamenti se ha le fattezze di una ragazza.

Un teen-movie pasticciato, privo della tipica atmosfera un po’ naif del genere. Prescindendo dal target e da tutte le limitazioni del caso, la narrazione è farraginosa e l’occhio non trova distrazioni, sbadigliando insieme al resto dello spettatore. Sino al più banale degli epiloghi.

Voto: 1/4

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mektoub 

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