manuel

Manuel (Andrea Lattanzi) è un ragazzo di 18 anni che ha vissuto per cinque anni in un istituto per minori privi di sostegno familiare. Raggiunta la maggiore età, Manuel può finalmente uscire e costruirsi una vita fuori dalla comunità, tentando di far ottenere gli arresti domiciliari alla madre Veronica (Francesca Antonelli), finita in prigione tempo prima e costretta ad aver abbandonato Manuel. Presentato in anteprima mondiale al Festival del Cinema di Venezia 2017, Manuel è il lungometraggio d'esordio del regista Dario  Albertini. Nel cast l'esordiente Andrea Lattanzi interpreta Manuel, affiancato da vari comprimari come Francesca Antonelli, Giulia Elettra Gorietti, Renato Scarpa e Raffaella Rea.

Con Manuel, Dario Albertini realizza un interessante dramma dal tono malinconico, che dalle sue prime battute pare seguire le influenze narrative e stilistiche di un film notevole come Fiore di Claudio Giovannesi, soprattutto nella netta somiglianza caratteriale tra Manuel e Daphne, protagonista femminile del film del 2016. Girando nella periferia romana, Albertini opta per la macchina da presa a mano che segue e pedina i personaggi, cercando un approccio documentaristico alla storia raccontata, nonostante lo stile scelto si ispiri almeno nella messa in scena a molte opere dissimili e precedenti, senza offrire grandi novità quanto a idee registiche.

Funziona comunque la resa di un immaginario quasi da realismo periferico che riesce a costruire un microcosmo sociale ben definito, quello dei sobborghi romani, dove il film riesce a donare un tocco di umanità e dolcezza per i personaggi che lo abitano. La sceneggiatura (realizzata a quattro mani dal regista assieme a Simone Ranucci), cerca molte linee e spunti diversi, non tutti sempre centrati. Ma rimane efficace quando resta sulla semplicità di un racconto di formazione che ha il merito di essere privo di retorica, un'opera agrodolce sul cercare la propria strada e sul senso di libertà di una nuova vita, sul bisogno di uscire fuori dal mondo catturando momenti di comune quotidianità.

Soprattutto, Manuel pare un film che prova a riflettere sul senso di responsabilità, sul crescere più in fretta di quanto si dovrebbe, sulla necessità di rifarsi un'esistenza a fronte di una seconda possibilità. Tutte suggestioni più o meno riuscite che attraversano l'intero film, grazie anche alla bella prova del giovane Andrea Lattanzi nei panni di Manuel, ragazzo che sotto una mole ampia nasconde fragilità e insicurezze. E, a fronte di un film che non nasconde debolezze e imperfezioni e non offre visioni nuove, resta uno sguardo su un giovane alla ricerca di se stesso e della sua speranza per il futuro.

Voto: 2,5/4

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