Lego Ninjago 3

L’enorme successo riscontrato da The Lego Movie (2014) e Lego Batman (2015) ha portato Lego e Warner Bros. a produrre un nuovo spin off della fortunata serie, facendo ricadere la scelta su un brand ormai presente da 6 anni in casa Lego e che sta regalando diversi consensi soprattutto tra i più piccoli, ovvero Ninjago. I 5 ninja, già protagonisti di 7 stagioni sul piccolo schermo, ora approdano in sala con Lego Ninjago – Il Film: riusciranno a non far rimpiangere i due precedenti?

Le vicende si svolgono nella città di Ninjago, che ogni giorno viene attaccata dal perfido Garmadon, La Persona Più Cattiva Che Esista. Tuttavia, i suoi piani sono sempre risultati fallimentari, grazie al tempestivo intervento di 5 ragazzini che, addestrati dal maestro Wu – fratello di Garmadon – sono diventati dei veri ninja. Tra loro c’è Lloyd, il Ninja Verde, che è anche il figlio di Garmadon: le scoperte e le sorprese non mancheranno, per entrambi.

Lego Ninjago

Un’operazione dai due volti, quella realizzata da Lego, che con questo film include totalmente il pubblico infantile ma, di contro, esclude la fetta di pubblico adulta che aveva guadagnato nelle due opere precedenti. Infatti, pur seguendo una tematica comune agli altri film – il rapporto tra genitori (papà, in particolare) e figli, l’insicurezza del protagonista, il senso di solitudine – in questo caso il tutto viene reso eccessivamente evidente, risultando didascalico e poco coinvolgente per un pubblico adulto, mentre invece potrà riusltare edificante e di buona fattura per i più piccoli, cui è chiaramente rivolto. Se la serie tv, Lego Ninjago: Masters of Spinjitzu, non ha mai entusiasmato visivamente, il salto al grande schermo ha permesso un maggiore cura dei dettagli e una sperimentazione ulteriore, mescolando in maniera efficace live action, stop motion e animazione digitale, raggiungendo un discreto livello estetico. Lo stesso, purtroppo, non si può dire per quanto riguarda lo script: poche le trovate davvero geniali (anche se qualcuna c’è), non sono molte le sequenze forti – benché il racconto di Garmadon sul suo passato e sul perché abbia abbandonato Lloyd sia comunque di buon livello – e, soprattutto, mancano dei veri e propri personaggi carismatici capaci di rimanere impressi nella memoria. Menzione particolare per Jackie Chan, doppiatore del maestro Wu nonché narratore dell’intera storia, nei panni di un negoziante di antiquariato: è stato lui stesso a curare le sequenze di azione e le coreografie delle battaglie ninja, tra le note più liete di un film da cui era comunque lecito aspettarsi di più.

Voto: 2/4 

 

 

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