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Nel mondo dell’animazione, costruire un franchise di lunga durata, che possa fidelizzare il pubblico e farlo affezionare ad i suoi personaggi, non è sempre facile. Con Cattivissimo Me 3 (terzo capitolo della saga, se non si considera lo spin-off Minions) si torna alla famiglia più varia che ci sia: se il secondo capitolo ci aveva lasciati con un matrimonio ed una prospettiva da “e vissero felici e contenti”, in questo capitolo Gru e Lucy si trovano a dover superare diversi ostacoli. Tra i licenziamenti di entrambi dalla lega anti-cattivi e la tenacia di Lucy di diventare una mamma perfetta ed apprezzabile per quelle che sono diventate anche sue figlie (Margot, Edith e Agnes), la trama si incentra sul rapporto tra Gru ed il fratello gemello Dru (il primo vuole perseguire la strada della legalità, il secondo invece non vede l’ora di sperimentare la via della cattiveria) e la caccia al villain più spietato della saga, Balthazar Bratt, ex bambino prodigio degli anni ’80.

Cattivissimo Me 3 ci prova e anche molto a diversificarsi dai film precedenti, anche rendendo marginali i Minions, per potersi concentrare di più sulla trama. Nonostante questi sforzi, il film di Kyle Balda e Pierre Coffin tende a ripetere forma e sviluppi degli altri due capitoli, sia nell’ambito visivo che narrativo. Le storie (sia la trama principale, che le piccole avventure di ciascun personaggio) sono sostanzialmente fini a se stesse, servizievoli solo per continuare a tenere in piedi il franchise.

Allontanare i Minions dalla centralità del film è stata una mossa che forse andava presa con più coraggio e avrebbe dovuto far suscitare qualche ragionamento in più: perché senza di loro, alla fin fine, il film risulta piatto, a tratti anche noioso. Abituati a vederli sin dall’inizio della saga e coscienti di aver suscitato simpatia più loro di qualsiasi altro personaggio, vederli marginalizzati da una parte forse dispiace e dall’altra ci si rende conto che è anche meglio così. Tuttavia è come essersi accorti di avergli concesso troppo spazio nei film precedenti, di cui sono sempre sembrati quasi loro i protagonisti, cercando con questo terzo capitolo, di correggere il tiro senza trovare, però, una formula accattivante.

Rispetto agli altri film di animazione in circolazione, la Illumination Entertainment ha sempre puntato sul piccolo pubblico, sia con la saga di Cattivissimo Me e Minions, sia con il recente Pets, dando in particolar modo rilievo all’attrazione visiva. Rispetto ai film precedenti, Cattivissimo Me 3 quasi fa rimpiangere quelle trovate visive del primo film che sette anni fa sembravano così originali, così fresche, che coinvolgevano e facevano ridere ed emozionare sia i genitori che i figli. Qui, invece, se i bambini sono ancora attratti da quello che vedono (possibilmente la narrazione e la ripetizione strutturale del film sono gli ultimi loro pensieri), i genitori dovranno abbandonare il pensiero di poter ridere a cuor leggero come hanno fatto con i film precedenti, per sentirsi stimolati alla visione solo dai rimandi agli anni ’80.   

Voto: 1,5/4

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