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Tra i fan dei cinecomic, ma non solo, l’attesa per Suicide Squad era alle stelle, soprattutto dopo gli splendidi trailer che avevano accompagnato l’ultimo periodo. Eppure, la critica statunitense aveva già messo in allarme sul fatto che il progetto fosse un fallimento quasi totale e purtroppo avevano ragione: Suicide Squad è la delusione più cocente dell’anno o, quantomeno, la più grande occasione sprecata.

La sceneggiatura, se tale può essere chiamata, è la vera nota dolente: alcuni dei supercattivi di Gotham, su cui spiccano Harley Quinn (Margot Robbie) e Deadshot (Will Smith), sono ormai rinchiusi da tempo in carcere di massima sicurezza quando, a causa di una minaccia sovrannaturale, Amanda Waller (Viola Davis), decide di arruolarli promettendo, in cambio, di esaudire le loro richieste.

Resta un po’ di confusione: ma i supercattivi allora hanno un’anima buona? Un ribaltamento di prospettiva che non porta a nulla di buono, lasciando l’amaro in bocca tipico dell’occasione gettata al vento, anche perché le possibilità di dar vita ad un prodotto memorabile c’erano tutte. A partire da un cast eccellente, unica nota realmente lieta di una pellicola chiamata a far dimenticare il mezzo disastro di Batman V Superman e che, invece, ne ricorda i difetti, seppur con uno stile differente.

Il tanto atteso Joker di Jared Leto non delude le aspettative: folle e imprevedibile, il clown principe del crimine di Gotham reinterpreta il ruolo che fu degli eccellenti Jack Nicholson e Heath Ledger, dandone una chiave di lettura nuova, riuscendo a stupire, soprattutto grazie alla perfetta alchimia con Harley Quinn. Margot Robbie, dal canto suo, è altrettanto esplosiva nella sua sensuale e provocante follia, imprevedibile e splendida, sin dai primi flashback in cui ancora era la dottoressa Harleen Quinzel. C’è (poco) spazio anche per Batman, un Ben Affleck che ormai appare sempre più a suo agio nel costume del Cavaliere Oscuro (e, chissà, forse il suo film sarà la vera svolta dell’universo DC), e per un cammeo dal gusto della Justice League che verrà.

David Ayer, che così bene aveva fatto con Fury, firma anche l’inesistente e quasi inverosimile sceneggiatura, oltre alla regia, impalpabile, accompagnata da una colonna sonora discutibile e da effetti speciali che lasciano quantomeno perplessi. Si fa davvero fatica a salvare qualcosa nel film del riscatto da Batman V Superman, e che non fa altro che rinforzare l’idea che i comic movie stiano ormai arrancando sempre di più, nonostante i progetti siano ancora moltissimi e le aspettative per Doctor Strange con Benedict Cumberbatch siano buone. Non resta che aspettare, mettendosi alle spalle la delusione per un prodotto potenzialmente ottimo ma che, a conti fatti, risulta quasi trascurabile.  

Voto: 1,5/4

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